24 AGO 2004






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Pubblicato dalle edizioni Ursini il volume di Saverio Fortunato, direttore del sito Criminologia.it
Metodologia peritale, la scienza dell'investigazione
 

Nel campo scientifico non è sufficiente conoscere le "cause" per affermare di conoscere qualcosa che da quelle cause ha avuto origine, perché occorre la competenza del "ragionamento", posto che qualunque idea perde il senso o ne acquista un altro rispetto a quello originale, se non segue i "principi" e non descrive le "strutture" e i caratteri fondamentali della "realtà".
In questo senso il ragionamento peritale, molto usato negli ultimi anni, oltre che da esperto, deve essere "metodo-logico".
E' in sintesi ciò che si è proposto di fare Saverio Fortunato col suo nuovo volume "Manuale di metodologia peritale", pubblicato dalle Edizioni Ursini di Catanzaro, che si è, tra gli altri, avvalso della preziosa collaborazione del professor Francesco Sidoti (presidente del corso di laurea in Scienze dell'Investigazione all'università di L'Aquila), del dottor Cesare Marziali (giudice del tribunale di Ancona), della dottoressa Jaqueline Monica Magi (magistrato presso il tribunale di Pistoia) e di altri qualificati esperti.
«Il volume pubblicato dalle edizioni Ursini - afferma il professor Sidoti - insiste in una direzione finora non sufficientemente esplorata: il profilo squisitamente metodologico, che ha un'importanza enorme negli studi odierni relativi all'investigazione, alla criminologia, al lavoro peritale in genere».
Secondo Saverio Fortunato il consulente o perito non può essere soltanto un esperto in un determinato ambito tecnico disciplinare (medico-legale, psichiatrico, psicologico, balistico, ecc.), ma deve anche avere alcune fondamentali conoscenze metodologiche, senza le quali un sapere meramente specialistico rischia di pervenire a risultati erronei.
«Condivido pienamente - aggiunge Sidoti - questo punto di partenza in merito alla necessaria connessione tra sapere metodologico e sapere specialistico. Errori, dubbi, polemiche hanno costellato la nostra storia giudiziaria, dai grandi processi di mafia ai tanti delitti classificati come compiuti da autore ignoto (mentre molto probabilmente il colpevole aveva lasciato una qualche traccia, non raccolta, repertata, valutata nella maniera idonea). Dall'inizio della Repubblica centinaia di migliaia di persone sono rimaste ingiustamente coinvolte in procedimenti giudiziari; ogni giorno, grosso modo, in Italia c'è un innocente che viene mandato in galera e un assassino che riesce a farla franca».
Pur non essendo d'accordo su alcune cose, il professor Sidoti conferma che molti punti del metodo peritale proposto da Saverio Fortunato sono di indubbia importanza e chiarezza.
«Tra i meriti - dice - c'è un argomento sul quale si dibatte frequentemente: i limiti odierni delle perizie, spesso formulate con poca cognizione dei confini strettamente metodologici. Per quanto riguarda gli studi psicologici e psichiatrici, ad esempio, esiste un notevole consenso sui rispettivi limiti, come scienze di certezze (mentre ovviamente rimane indiscusso il grande valore come strumento terapeutico e interpretativo, quando è in buone mani)».
Al di là del piglio battagliero di alcune parti dell'opera pubblicata dalle edizioni Ursini, rimane importante e decisivo che l'autore, catanzarese residente in Toscana, sia consapevole della provvisorietà dei propri studi, proprio per la mancanza di dati consolidati. Il perito, secondo Fortunato, deve avere ben chiara che «la cosa più importante nel redigere una perizia non è dare una risposta giusta, ma evitare la risposta sbagliata».
Nella valutazione di un fatto esistono, a parere dell'autore, molte verità e quella processuale è soltanto una di queste verità e a volte non è una verità vera.
Specializzato in Criminologia clinica all'università di Modena, in Sicurezza e criminologia all'Università di L'Aquila e in Linguaggio e comunicazione all'università di Firenze.
Giornalista, direttore di Criminologia.it, Saverio Fortunato ha pubblicato diversi volumi, alcuni dei con la collaborazione del professor Pio Baldelli, già titolare della Cattedra di Comunicazioni di Massa dell'Università degli studi di Firenze.
«Un libro, questo, - conclude il professore Sidori - molto utile ai periti, ai consulenti tecnici dei giudici o delle parti, ma anche ai magistrati e agli avvocati che si propongono di valutare un qualsiasi elaborato peritale».


 

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Fonte: www.ilquotidianocalabria.it/ articolo.asp?nomefile=19-qz3-2408-art_2.txt - 15k