Pubblicato dalle edizioni Ursini il volume di
Saverio Fortunato,
direttore del sito Criminologia.it
Metodologia peritale, la scienza dell'investigazione
Nel campo scientifico non è sufficiente conoscere le "cause" per
affermare di conoscere qualcosa che da quelle cause ha avuto
origine, perché occorre la competenza del "ragionamento", posto che
qualunque idea perde il senso o ne acquista un altro rispetto a
quello originale, se non segue i "principi" e non descrive le
"strutture" e i caratteri fondamentali della "realtà".
In questo senso il ragionamento peritale, molto usato negli ultimi
anni, oltre che da esperto, deve essere "metodo-logico".
E' in sintesi ciò che si è proposto
di fare
Saverio Fortunato col
suo nuovo volume "Manuale
di metodologia peritale", pubblicato dalle Edizioni Ursini di
Catanzaro, che si è, tra gli altri, avvalso della preziosa
collaborazione del professor Francesco Sidoti (presidente del corso
di laurea in Scienze dell'Investigazione all'università di
L'Aquila), del dottor Cesare Marziali (giudice del tribunale di
Ancona), della dottoressa Jaqueline Monica Magi (magistrato presso
il tribunale di Pistoia) e di altri qualificati esperti.
«Il volume pubblicato dalle edizioni Ursini - afferma il professor
Sidoti - insiste in una direzione finora non sufficientemente
esplorata: il profilo squisitamente metodologico, che ha
un'importanza enorme negli studi odierni relativi
all'investigazione, alla criminologia, al lavoro peritale in
genere».
Secondo
Saverio Fortunato
il consulente o perito non può essere soltanto un esperto in
un determinato ambito tecnico disciplinare (medico-legale,
psichiatrico, psicologico, balistico, ecc.), ma deve anche avere
alcune fondamentali conoscenze metodologiche, senza le quali un
sapere meramente specialistico rischia di pervenire a risultati
erronei.
«Condivido pienamente - aggiunge Sidoti - questo punto di partenza
in merito alla necessaria connessione tra sapere metodologico e
sapere specialistico. Errori, dubbi, polemiche hanno costellato la
nostra storia giudiziaria, dai grandi processi di mafia ai tanti
delitti classificati come compiuti da autore ignoto (mentre molto
probabilmente il colpevole aveva lasciato una qualche traccia, non
raccolta, repertata, valutata nella maniera idonea). Dall'inizio
della Repubblica centinaia di migliaia di persone sono rimaste
ingiustamente coinvolte in procedimenti giudiziari; ogni giorno,
grosso modo, in Italia c'è un innocente che viene mandato in galera
e un assassino che riesce a farla franca».
Pur non essendo d'accordo su alcune cose, il professor Sidoti
conferma che molti punti del metodo peritale proposto da
Saverio Fortunato
sono di indubbia importanza e chiarezza.
«Tra i meriti - dice - c'è un argomento sul quale si dibatte
frequentemente: i limiti odierni delle perizie, spesso formulate con
poca cognizione dei confini strettamente metodologici. Per quanto
riguarda gli studi psicologici e psichiatrici, ad esempio, esiste un
notevole consenso sui rispettivi limiti, come scienze di certezze
(mentre ovviamente rimane indiscusso il grande valore come strumento
terapeutico e interpretativo, quando è in buone mani)».
Al di là del piglio battagliero di alcune parti dell'opera
pubblicata dalle edizioni Ursini, rimane importante e decisivo che
l'autore, catanzarese residente in Toscana, sia consapevole della
provvisorietà dei propri studi, proprio per la mancanza di dati
consolidati. Il perito, secondo Fortunato, deve avere ben chiara che
«la cosa più importante nel redigere una perizia non è dare una
risposta giusta, ma evitare la risposta sbagliata».
Nella valutazione di un fatto esistono, a parere dell'autore, molte
verità e quella processuale è soltanto una di queste verità e a
volte non è una verità vera.
Specializzato in Criminologia clinica all'università di Modena, in
Sicurezza e criminologia all'Università di L'Aquila e in Linguaggio
e comunicazione all'università di Firenze.
Giornalista, direttore di Criminologia.it,
Saverio Fortunato
ha pubblicato diversi volumi, alcuni dei con la collaborazione del
professor Pio Baldelli, già titolare della Cattedra di Comunicazioni
di Massa dell'Università degli studi di Firenze.
«Un libro, questo, - conclude il professore Sidori - molto utile ai
periti, ai consulenti tecnici dei giudici o delle parti, ma anche ai
magistrati e agli avvocati che si propongono di valutare un
qualsiasi elaborato peritale».
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