Fortunato: Psicofarmaci e crimini

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Se gli psicofarmaci istigano al suicidio ed all'aggressività

Psicofarmaci e crimini
di Prof. Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica)

Viviamo una vita difficile. Diceva Charles Chaplin: «...L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotto a passo d’oca tra le cose più obiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’avidità ci ha reso duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità. Più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto». In una vita difficile e di corsa, come si fa a pensare che un bambino debba stare fermo? Come si può pretendere di spacciare per scienza una disciplina d'autorità (psiche= anima; iatria= cura), che pretende di "curare" la psiche, ossia l'anima, che n realtà non esiste? Esiste il cervello, ma dove si trova la mente, l'anima? E delle malattie del cervello è competente la neurologia, non la psichiatria. Eppure, si somministrano farmaci per curare comportamenti non alterazioni degli organi del corpo. Si calcola che nel mondo sono trattati con psicofarmaci ben 17 milioni di bambini. Un problema enorme!

Prima di assumere un medicinale occorre leggere le avvertenze. Ecco le avvertenze di uno dei tanti psicofarmaci utilizzati per "curare" (le virgolette sono d'obbligo) il disturbo da iperattività: STRATTERA.
«...In determinati bambini ed anni dell'adolescenza, Strattera aumenta il rischio di pensieri suicidari. Avvisate subito il vostro medico curante se il bambino ha pensieri suicidari o dei cambiamenti improvvisi nell'umore o nel comportamento, particolarmente all'inizio del trattamento o dopo un cambiamento nella dose. Come con tutti i farmaci di ADHD, lo sviluppo dovrebbe essere controllato durante il trattamento, anche se i dati del peso e di altezza misurati per fino a 3 anni indicano minimo, all'occorrenza, effetti di lunga durata...».
A seguito della sparatoria del Colombia 1999, il Deputato dello Stato del Colorado Penn Pfiffur ha posto la questione della possibile connessione tra comportamento violento e psicofarmaci.
Dal 1999 in poi ci sono stati vari studi che mettono in risalto questo aspetto.
Tra il 1993 e il 2006 ci sono stati altri 22 casi riportati dai media, di ragazzi che hanno commesso crimini violenti e omicidi, mentre prendevano psicofarmaci al di fuori dell’ambiente scolastico.
Nello stesso periodo le sparatorie nelle scuole che hanno coinvolto gli adulti che prendevano psicofarmaci hanno dato come risultato 5 morti e 7 feriti.
negli USA le reti ABC e Fox News hanno diffuso interessanti servizi sul nesso tra psicofarmaci e crimini. Un video realizzato dall'associazione dei diritti umani CCDU documenta come 100 bambini che prendevano antidepressivi si sono suicidati.
Questi dati sono molto indicativi di una situazione che deve aiutare a riflettere. Il problema degli psicofarmaci dati ai bambini per "diagnosi" sui comportamenti anziché sulle malattie, frutto della pseudoscienza, sono un problema criminologico. E' vero che c'è un problema di cura che va salvaguardato, è anche vero che dietro la vendita di tanti farmaci su pseudodiagnosi sorge il dubbio: non è che si tira la volata alle case farmaceutiche?
Per scongiurare cause miliardarie di risarcimento danni, negli USA le case farmaceutiche sono corrono ai ripari scrivendo le controindicazioni nelle avvertenze sull'uso degli psicofarmaci. Così come avviene in Italia per le avvertenze contro il fumo, sui pacchetti delle sigarette: "il fumo provoca il cancro". In questo modo, se il consumatore muore di cancro non può prendersela con le Case Produttrici di tabacco.
Può darsi quindi, che le avvertenze siano dovute a motivi aziendali cautelari e strategici, ma così come si può ipotizzare che il Tizio che uccide  o si suicida lo fa in quanto non ha osservato bene la "cura" (magari ne assumeva una quantità irregolare o altro), allo stesso tempo, è ipotizzabile che lo abbia fatto proprio in virtù delle controindicazioni dello psicofarmaco stesso.
Uno studio e una ricerca su questo, forse potrebbe sciogliere ogni dubbio ed aiutare a capire.

 

 

PSICOFARMACi UTILIZZATO PER LA "CURA" DEL DISTURBO DELL'IPERATTIVITA' (ADHD)
POSSONO PROVOCARE
ISTINTI AL SUICIDIO E ALL'AGRESSIVITA',

COME SI LEGGE NELLE STESSE AVVERTENZE DELLO "STRATTERA"

 

Strattera
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Strattera
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© Criminologia.it - Vietata la riproduzione - Pubblicato in rete il 21.3.2007
 

Sulla "diagnosi" dell'iperattività (ADHD)
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di Prof. Thomas Szasz 

Professore Emerito di Psichiatria, Health Science Center State University di Syracuse New York
 
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