Criminologia.it: In tema di sospetto nell'abuso all'infanzia

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Sui falsi nell'abuso all'infanzia
Abuso sui minori: i bambini di Salem
di Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica)

USA, 1692- Nel villaggio di Massachuttes alcuni bambini d’età compresa dai 5 ai 16 anni, accusarono ingiustamente di stregoneria degli adulti, colpevoli di “volare sulla scopa ed ordinare agli insetti di depositare nelle pance d’alcuni villeggianti unghie ricurve e fermagli” (che poi i bambini stessi vomitavano durante la loro testimonianza), giurando persino di aver parlato con delle apparizioni celestiali nelle vesti d’animali parlanti e di soffrire d’alcuni sintomi in seguito alla stregoneria. Questi bambini nonostante le fantastiche ed assurde accuse furono creduti dagli adulti, che impiccarono gli imputati di stregoneria, in realtà innocenti.
L'accusa di pedofilia è devastante per la persona umana, che per l'infamia e il calvario cui verrà sottoposta può anche "perdere la testa". In un'accusa umanamente così pesante e drammatica, la società civile e moderna può basarsi sulla testimonianza dei bambini, che in quanto tali non sono né credibili né non credibili e dunque in contrasto con i principi della non contraddizione e del terzo escluso della logica?
Ora, se è vero che la logica non è scienza, è altrettanto vero, che non c'è scienza senza logica, quindi ciò che non è scientifico, in perizia, non sarebbe meglio escluderlo?


© Criminologia.it  © Articolo pubblicato in rete il 23/4/2003 alle ore 20,20