lunedì 26 marzo 2001

Il criminologo entra a scuola
Tre incontri con Fortunato


PRATO. Saverio Fortunato, direttore della rivista «Criminologia.it» e cultore per l'insegnamento di Criminologia all'Università di L'Aquila, terrà tre conferenze al «Liceo Socio-Psico-Pedagogico delle Scienze sociali G. Rodari», su invito del preside Nespoli. Le lezioni si svolgeranno oggi, mercoledì 28 e giovedì 29 e avranno i seguenti argomenti: Criminologia e devianza giovanile; Mass media e criminologia; Famiglia e criminologia. «E' un fatto positivo - dice Fortunato - che anche la scuola pubblica superiore incontri il criminologo, che svolge un ruolo importante anche e soprattutto nella prevenzione del crimine. I casi emersi dalla cronaca in questi giorni, meritano una riflessione sociale e culturale con l'approccio specialistico della criminologia, altrimenti i "professori" dei problemi giovanili rischiano di essere le tante "Marie De Filippi" delle trasmissioni tv».

Comunicato stampa del Liceo Psicopedagogico "G. Rodari"

Criminalità e devianza: 
il senso di questi incontri tra scuola e criminologo

di Giuseppe Guida*

Nei giorni 26, 28 e 29 marzo si è tenuto presso il Liceo Psicopedagogico “G. Rodari” di Prato, un ciclo di lezioni del dott. Saverio Fortunato sul tema “Criminalità e devianza”. Le lezioni, frequentate con assiduità ed interesse da tutti gli studenti cui erano rivolte, hanno offerto un’occasione per discutere, al di fuori dei luoghi comuni e con il più adeguato rigore scientifico, anche dei molti interrogativi suscitati da recenti e inquietanti fatti di cronaca, che hanno visto come protagonisti giovani e giovanissimi. Il dott. Fortunato ha messo in guardia, in particolare, contro le superficiali demonizzazioni di quanti sono stati coinvolti in episodi criminali, sottolineando, da un lato, come le garanzie poste dalla legge a tutela dell’imputato costituiscano un fondamento imprescindibile della nostra civiltà giuridica, e dall’altro quanto ampia e complessa sia la gamma dei fenomeni psicologici e sociali suscettibili di produrre effetti criminogeni. Molto approfondita, è stata anche l’analisi di come un uso distorto dei mass media possa favorire forme di etichettamento o incrementare indirettamente fenomeni criminali, attraverso quegli apprendimenti per modellamento sui quali autori come Albert Bandura hanno così a lungo insistito.
     Attraverso l’organizzazione del ciclo di lezioni su “Criminalità e devianza”, gli insegnanti del Rodari hanno in qualche modo voluto contribuire al dibattito da tempo aperto sul ruolo che la scuola e gli educatori devono avere nella prevenzione del crimine, suggerendo l’idea che forse uno dei modi per prevenire il manifestarsi di atteggiamenti criminali può essere quello di studiarli con i più affinati strumenti che la ricerca sociologica e psicologica ci mette a disposizione. E’ possibile che questo genere di approccio – oltre che più consono al ruolo istituzionale della scuola – risulti anche più fecondo rispetto a generiche predicazioni moraleggianti ripetute dalle più diverse tribune.

 
 Prof. Giuseppe Guida (docente del Liceo Psicopedagogico “G. Rodari” di Prato)