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Raoul Bova è il protagonista del
film ”Scusa, ma ti chiamo amore” di Federico Moccia (tratto
dal suo stesso libro). Bova nella pellicola è un quarantenne che perde la
testa per una ragazzina di 17 anni. Una storia in cui il sex symbol del
cinema italiano non si riconosce affatto: “No, non mi e’ mai capitato, io ho
una situazione familiare stabile, molto diversa. Ma sono tanti gli uomini di
mezza eta’ che si innamorano delle ragazzine. Quello di cui parla il film e’
un fenomeno sociale che riguarda tanti uomini che non hanno certezze
emotive, e io non li giudico”. “Devo confessare che nelle scene d’amore con
la mia giovane partner, Michela Quattrociocche, ero imbarazzato: avevo tra
le braccia una ragazza con la metà dei miei anni. E lo era anche lei, più di
me. Sul set abbiamo condiviso ansie e paure”. Beh! Se avvenisse nella realtà
il maggiorenne deve accertarsi che la minorenne non si sogni mai di
denunciarlo per averla soggiogata, altrimenti scatta l'art. 519 del codice
penale, con la reclusione da tre a dieci anni.

Ecco com'è andata al tribunale di Vicenza il 4.2.08
VICENZA / LA SENTENZA (E' LA REALTA'!)
A 34 anni fa sesso con una 13enne
Condanna 'scontata': "Era amore"
I giudici hanno escluso la violenza sessuale
(l'accusa chiedeva 5 anni e mezzo di carcere) e hanno comminato all'uomo, un
macellaio, solo un anno e 4 mesi per atti sessuali con una minorenne
A 34 anni fa l'amore con una tredicenne.
Ma non viene condannato per violenza sessuale: se la cava con un anno e 4
mesi perché per i giudici era 'amore' quello che c'era tra i due. Succede a
Vicenza, dove il tribunale ha concesso all'uomo - Antonio D.P., macellaio
- uno sconto di pena, mentre l'accusa aveva chiesto cinque anni e mezzo di
reclusione per violenza sessuale.
In sostanza i giudici hanno accolto la tesi della difesa,
riconoscendo la ''minore gravità". La ragazzina durante il processo aveva
raccontato che la storia col 34enne era cominciata nel 2005: l'uomo
l'aveva convinta a salire sulla sua auto e ad avere con lui un rapporto
sessuale.
La tesi dell'accusa era chiara: la giovanissima dopo quella volta divenne
succube del macellaio, e solo per questo la relazione proseguì' per circa
quattro mesi. Ma per la difesa la ragazzina era pienamente consenziente al
rapporto, tanto che inviava all'uomo 'messaggini d'amore' col cellulare.
Per questo i giudici hanno escluso lo stupro su minore
(che prevede anche 12 anni di carcere) e hanno condannato l'uomo per atti
sessuali con una minorenne (reato punito anche se la vittima è
consenziente), ma concedendo le attenuanti generiche e della minore gravità
perché l'imputato ''è risultato coinvolto in un vero e proprio sentimento
d'amore''. |

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