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Metti come insegnante una Miss Italia, mandala in una
quinta superiore e aspettati di tutto. Nell'insalata della fiction
Cesaroni, c'è di tutto e di più. Il rapporto incestuoso, tra
fratellastri, inseguito con spirito pruriginoso tra un equivoco e
l'altro. Il rapporto diseducativo tra l'insegnante e l'alunno, tra l'insegnante top model, tutta
sex, e il minorenne allampanato, che studia a memoria e parla col
linguaggio a pappardella, tra una chitarrata e l'altra, tra un equivoco
a l'altro. E' talmente fedele al copione, è talmente uguale a se stesso,
che se gli metti una moneta nella mano sinistra, lui riesce a cercarla sempre
nella mano destra.
La trama rasenta il casareccio, si salva per
la bravura professionale degli attori adulti, che in quanto bravi,
parlano con il corpo e la mimica, a prescindere delle cose che il copione fa
loro dire.
Ottima l'interpretazione, ottimi gli attori, ma la sceneggiatura è tanto
diseducativa e pessima, quanto prevedibile nel suo genere spicciolo e
poco elegante.
Riesce a parlare di tutto senza conoscere nulla. Si ferma
al vissuto, alle banalità condite con sguardi e ammiccamenti. Della
scuola elogia le furbate, la bravate, tutto ciò che è diseducativo e
persino la poesia la vede utile (forse scopiazzando palesemente il film
"L'attimo fuggente"), ma solo come mezzo o fine per esibirsi e
conquistare la prof. Via! |
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