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Biometria
Fallacia e limite della perizia fonica forense

di Prof. Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica, Perfezionato in Linguaggio e Comunicazione,
Abilitazione di Stato per l'insegnamento di Filosofia, Psicologia, Antropologia, Pedagogia, Sociologia (Classe A036)

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La metodologia è una disciplina scientifica attinente alla produzione di un linguaggio scientifico. Ciò, perché, in primo luogo, la scienza non è solo oggetto d’osservazione, ma anche di ricerca. Il linguaggio in perizia non può essere vago in senso vago. Che cosa vuol dire, vago in senso vago? In senso vago, è vago ciò che non è completamente determinato. Quindi, un ente semaforo, vale a dire, portatore di sema, di significato. Quali sono gli enti semaforo? Sono le parole e la loro collocazione, nel tentativo di voler dire al giudice “qualcosa di qualcosa”. Vaghezza è l’indeterminazione del linguaggio, fatto anche di segni e significanti.

La metodologia della ricerca può metterci a disposizione due scelte: una metodologia del risultato e una metodologia del metodo. Se si sceglie la metodologia del risultato, vuol dire che la ricerca è viziata dai pregiudizi sociali o personali, giacché, prima ci si fa un’idea che, per esempio, “Tizio è colpevole” e poi si cerca una strada per dimostrarlo.

Il ricercatore scientifico (sia se perito sia se consulente) deve optare per una metodologia del metodo, ossia procedere per fasi, in modo che il risultato dell’indagine sia qualcosa che giunge a posteriore dell’indagine e non a priori. Per fare ciò, deve agire non solo da esperto (nel nostro caso, esperto fonico), ma anche come metodologo (ossia, la capacità di costruire regole di corrispondenza logica) e come ricercatore scientifico (ossia, la capacità di applicare nella ricerca le regole metodologiche)[1].
 

1-  Il Riconoscimento vocale nel parere Commissione Progetto RISE

Sul sistema di riconoscimento vocale si è pronunciata la Commissione del progetto RISE[2]. La dott.ssa Francesca Mancuso, nella sua relazione del 27.4.2009, dal titolo: “Progetto RISE, la biometria tra etica e sicurezza”, ha illustrato:  «I sistemi biometrici basati sul riconoscimento vocale considerano alcune caratteristiche del linguaggio parlato quali la velocità, la frequenza, la struttura e la densità delle onde sonore. La tecnica si basa sull’uso di un microfono e di un software per l’elaborazione dei dati.

La possibilità di errore è elevata perché la voce e il modo di parlare sono legati a numerosi fattori fisiologici e comportamentali tali da indurre continui cambiamenti. Basta ad esempio un raffreddore o un'arrabbiatura per alterare le caratteristiche del

voce. Per questo motivo il riconoscimento vocale va affiancato all’uso di altre tecniche biometriche»[3].

 

2-  Il riconoscimento vocale nello studio Università di Cambridge

Il prof. W.J. Barry, del C.E. Hoequist e F.J. Nolan[4] Dipartimento di Linguistica, Università di Cambridge, Regno Unito, afferma: Nel riconoscimento vocale automatico, un criterio metodologico consiste «nel tenere conto delle differenze sistematiche di vocale in una data realtà geografica, regionale, locale». Nel suo studio egli ha diviso tale compito in due fasi: fase una, ha adottato una procedura dell'identificazione di accento, selezionando uno dei quattro accenti inglesi regionali in base alle differenze di qualità di vocale all'interno di quattro frasi di calibratura. Nella fase due, una procedura di registrazione spostava lo spazio di vocale di riferimento regionale sullo speaker, spazio di vocale di s come calcolato dai dati di identificazione di accento. Tutto ciò per evidenziare il problema che l’intercalare, l’accento regionale, la pronuncia o il difetto di pronuncia e via elencando, sono tutte variabili difficili, se non impossibile, da classificare e ancor meno con assoluta certezza.

 

3- Il riconoscimento vocale nello studio di CSI-Periti e Consulenti Forensi (Firenze)
Ho diretto ed eseguito lo studio di ricerca ed, a riprova della fallacia della perizia fonica, cito l’esperimento seguente: con il supporto del dott. Serni (ingegnere elettronico), abbiamo preso in ascolto la registrazione di una telefonata, individuando una parola, detta due volte nella stessa telefonata dal medesimo parlatore. Comparando la stessa voce che per due volte ha ripetuto  la stessa parola, ha dato come risultato verificato e verificabile due voci di persone diverse, anziché del medesimo parlatore.
Da qui allora, emerge sul piano epistemologico la falsificabilità ed i limiti della perizia fonica: va bene per escludere, è fallace per includere l'identità di una parlatore (Saverio Fortunato, 2010, ©-Tutti i diritti riservati)

 

Sopra, 1° frammento parola detta la prima volta nella telefonata 12

Sopra, 2° frammento stessa parola detta dopo pochi secondi nella telefonata 12

Osservando le frequenze si desume che siano due persone diverse, in realtà è la stessa
 

 

 
Note bibliografiche e fonti

[1] Saverio Fortunato, Nuovo Manuale di Metodologia Peritale, Ursini, CZ 2007

[2] Il progetto RISE (Rising pan-European and International Awareness on Biometrics and Security Ethics), è l'iniziativa finanziata dalla Commissione Europea per la gestione e il coordinamento dei sistemi di riconoscimento basati sull'identificazione biometrica, non solo a livello europeo, ma anche su scala mondiale. Al progetto RISE partecipano Europa, Stati Uniti, India e Cina.

[3] Fonte: Scienzenews

[4] “An approach to the problem of regional accent in automatic speech recognition” Purchase the full-text article, References and further reading may be available for this article. To view references and further reading you must purchase this article. W. J. Barry*, C. E. Hoequist† and F. J. Nolan, Department of Linguistics, University of Cambridge, Cambridge, U.K. Available online 31 August 2004, “ScienzeDirect”

 
 
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