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 USA

"Nelle scienze, ciò di cui non si conosce occorre tacere".
(S. Fortunato, Senso e conoscenza nelle scienze criminali, Colacchi, L'Aquila '07)


Centinaia di persone in galera a causa di test Fbi inaffidabili
E' la conclusione agghiacciante a cui è arrivata un'indagine avviata congiuntamente dal quotidiano Usa Washington Post. L'ammissione è arrivata da alcuni stessi dirigenti del Federal Bureau

New York, 18 novembre 2007 - Centinaia di americani che si trovano dietro le sbarre potrebbero essere stati condannati sulla base di valutazioni di medicina forense errate, arrivate direttamente dall'Fbi. E' la conclusione agghiacciante a cui è arrivata un'indagine avviata congiuntamente dal quotidiano Usa Washington Post e dai giornalisti di "60 Minutes", il programma che va in onda sul canale televisivo CBS News.
L'ammissione è arrivata da alcuni stessi dirigenti dell'Fbi.
Ma quanto fa gridare all'ingiustizia è che in seno alla polizia federale americana, dubbi sulla fondatezza e sull'attendibilità di alcuni test di laboratorio eseguiti dall'Fbi - consegnati poi all'accusa in molti casi giudiziari - nacquero già nel 1991. "Se c'è la possibilità che nelle carceri americane ci siano persone innocenti? Si', c'è - ha detto Ernest Roger Peele, agente dell'Fbi andato in pensione - Ed è possibile che parte dell'errore sia riconducibile ai test sui proiettili (dell'Fbi?). Sì."
Nel mirino è una pratica adottata dall'Fbi per individuare il presunto colpevole di un omicidio la cui vittima sia deceduta colpita da un proiettile. Gli scienziati della polizia federale hanno utilizzato negli ultimi 40 anni una metodologia che, all'apparenza, sembrava essere basata su fondamenta rigorosamente scientifiche e sicure. Per individuare il presunto colpevole dell'imputato, l'Fbi ha sempre valutato in particolare la composizione chimica di un proiettile, considerando tale valutazione il modo migliore per individuare la fonte del protettile, e in questo modo associare il proiettile a un sospetto (così, spiega il Washington Post, come si fa nel momento in cui si associa il gruppo sanguigno a un individuo).
Accettata come prova in trent'anni di crimini, l'analisi ha portato a molte condanne. Tuttavia, studi scientifici avviati a partire dal 2001 ne hanno poi messo in dubbio l'efficacia.
Tali studi hanno dimostrato infatti che la composizione chimica dei proiettili che provengono da una stessa fonte possono presentare variazioni. E che uno stesso proiettile con una data composizione può arrivare da diverse fonti. Associarlo necessariamente alla pistola del sospetto si rivela dunque ingannevole, in quanto lo stesso proiettile potrebbe arrivare da un'altra fonte.
La stessa Accademia americana nazionale delle scienze, ovvero la National Academy of Sciences, disse nel 2004 che le variazioni presenti nel processo di produzione dei proiettili portano a dire che le prove scientifiche dell'Fbi sono "non affidabili e potenzialmente ingannevoli".
Il problema tuttavia è che l'Fbi ha continuato per anni a presentare come scientifiche le sue prove nonostante i dubbi nati in seno al suo stesso team scientifico. Colta ora in fallo, in risposta all'indagine avviata dal Washington Post e da "60 minutes", la polizia federale ha deciso di avviare un'azione correttiva che include una revisione nazionale di tutte le prove portate in tribunale e basate sul suo studio di proiettili, che hanno portato all'arresto di innocenti. Intanto, molti americani dietro le sbarre continuano a proclamare la loro innocenza.

 Fonte:  Quotidiano.net  Esteri - del 19/11/07