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Il 10 dicembre 2006 Tgcom titolava:
«Unabomber, sospettato davanti al Gip, per una super-perizia sulle forbici».
Il 12 dicembre le agenzie di stampa, titolavano:
«Depositata la super perizia. I
superperiti hanno eseguito l'esame delle forbici».
Su "La Repubblica" del 2 ottobre 2006 si leggeva:
«Fra i periti nominati dal giudice
distrettuale antimafia di Trieste, Enzo Truncellitto, c'è anche un super
detective dell'Fbi, che arriverà direttamente dagli Usa: Carlo J.
Rosati. Più avanti, si leggeva: «Sono
innocente e chiarirò tutto, a partire dal 10 ottobre, ha detto Elvo
Zornitta, aggiungendo di avere "totale fiducia" nei periti super partes
individuati dal gip di Trieste».
Il cerchio lo chiude Il Giornale del 19 gennaio 207, che pubblica:
«Ennio Fortuna, l'ottimista procuratore
generale di Venezia, parla stavolta a fastidio. Si dice «incredulo,
raggirato e offeso». Come gli inquirenti del Ris e dell'Uacv della polizia:
«Il gruppo interforze - confessa un inquirente - è disperato. Abbiamo forti
indizi che il lamierino sia uscito modificato dalla prima analisi
microscopica». Ovvero quella compiuta dal super esperto Zernar. Ma le
parole più pesanti le sceglie il procuratore generale di Trieste, Beniamino
Deidda: «Ci sentiamo raggirati e traditi».
Insomma, il linguaggio è da fumetto nell'uso dei termini superlativi.
Difatti, i periti sono super, le procure sono
super (perché hanno unificato più procure), la fiducia nei superesperti è
super, il detective dell'FBI è super... e, purtroppo, spiace dirlo, anche lo
splash peritale è stato super!
Inoltre, il chiamare "unabomber" un bombarolo assassino è
sbagliato, perché è fumettistico ed irreale, tingendo di colore fantasioso
un vigliacco criminale. Ma se il linguaggio e la cultura del fumetto, ci
condizionano fino al punto di influenzare i giudici e gli inquirenti, che
parlano anche loro di super-inchiesta, super-procura,
super-periti, ecc., allora tutto il linguaggio su unabomber diventa
oggetto d'interesse e di studio criminologico
clinico. |
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Unabomber non è un antagonista sociale, ma un criminale, un cattivo,
ossia il tipico personaggio malvagio presente in una storia, come in
un'opera narrativa o cinematografica. I cattivi sono personaggi-tipo che
compiono azioni malvagie opponendosi all'eroe (la polizia?).Per
la sua indomabile natura malvagia, unabomber si distingue dall'antagonista
(cioè dal personaggio che nel fumetto si oppone all'eroe e che per qualche
motivo non risulta del tutto odioso e che anzi può pentirsi, essere redento o
diventare un buono nel finale).
Il cattivo-unabomber si distingue anche dall'antieroe (cioè dal personaggio che
viola la legge o le convenzioni sociali stabilite, ma che nonostante questo ha
la simpatia del pubblico, risultando dunque il vero eroe della storia).
Malgrado sia il destinatario dell'odio del pubblico, il cattivo è un meccanismo
narrativo quasi inevitabile e, quasi più dell'eroe, un elemento cruciale sul
quale poggia la trama. La trama di un fumetto, come diceva Will Eisner, è arte
sequenziale.
Unabomber, però, non sbagliamoci, è un supercriminale, un supercattivo.
I supercriminali nei fumetti possiedono spesso nomi colorati e costumi
eccentrici e preparano stratagemmi complessi e ambiziosi, per accumulare quanto
più potere possibile e sopprimere i loro avversari. Nella realtà del Nord est
unabomber non si mostra in pubblico, ma preferisce agire nell’ombra, pertanto
non sappiamo se indossa un costume o una divisa, come i supercriminali del
fumetto.
Nella sequenza narrativa i supercriminali sono spesso usati come antagonisti dei
supereroi e di altri eroi di fantasia. I loro straordinari poteri o abilità
sovrumane li rendono dei nemici temibili anche per gli eroi più dotati.
Molti supercriminali sono ispirati a figure negative della realtà come
dittatori, mafiosi e terroristi, allora la domanda è: a chi s’ispira
Unabomber?
Nonostante i supercriminali abbiano ognuno un carattere a sé stante e diventano
tali per ragioni autonome e distinte, esistono dei tratti che li accomunano:
- un desiderio di commettere crimini spettacolari e/o conquistare
il mondo o in alcuni casi la galassia.
- Un'irritante disposizione alla sfida nei confronti di eroi,
civili, lacchè e ogni altro che si metta sulla loro strada.
- Una natura e tendenza sadica a rivelare il proprio carattere
sociopatico.
- Una brillante mente scientifica adoperata per fare del male
(vedi il personaggio tipo dello scienziato pazzo).
- Abilità superumane o speciali, simili a quelle dei supereroi.
Frequentemente queste abilità sono di natura intellettuale, inventiva o basate
sulla tecnologia in virtù del desiderio di accumulare più potere, opposti alle
abilità naturali o accidentali dei supereroi (il Goblin e il Dottor
Octopus, nemici dell'Uomo Ragno).
- Un nemico e un gruppo di nemici da combattere ripetutamente.
- Il desiderio di vendetta nei confronti dei nemici. Il metodo
può variare dall'omicidio alla sofferenza prima della morte e può essere
attuato attraverso trappole mortali.
- Un tetro quartiere generale o covo, luogo in cui nascondersi
dalla polizia, da supereroi e dall'opinione pubblica (l'Asteroide M di
Magneto). Alcuni supercriminali si sentono sicuri all'interno di
costruzioni edili in cui poter proseguire vita e lavoro (il castello del
Dottor Destino o la LexCorp di Lex Luthor).
- Un tema sul quale sviluppare i propri crimini. Ad esempio “Due
Facce” sviluppa i propri crimini sul concetto di dualismo, Mysterio
sugli effetti speciali dei film.
- Seppur molti supercriminali collaborino occasionalmente ed
esistano alcuni gruppi di supercriminali (la Confraternita dei
Mutanti nemici degli X-Men), molti di essi preferiscono collaborare con
gruppi di accoliti che possano assisterli.
Alcuni cattivi, come Dart Fener e Cobra Commander, controllano
interi eserciti.
- Un forte impegno preso di riprendere l'attività criminale nel
momento più favorevole dopo essere evasi di prigione o ritirati a causa di
gravi ferite riportate.
- Un categorico rifiuto al concetto di responsabilità e sconfitta
biasimando i propri nemici.
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Un retroterra
storico che spieghi le ragioni del loro cambiamento da persone normali a
criminali. La storia spesso coinvolge un forte trauma che ha dato inizio al
cambiamento. In alcuni supercriminali come Due Facce, Magneto,
Dottor Destino e alcune versioni di Lex Luthor, la storia ha a
che fare con una vecchia amicizia con il futuro nemico.
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Unabomber ha iniziato a colpire nel
1993. Se possiamo ipotizzare che questi tipi di crimini è difficile (ma non
improbabile) compierli prima di avere compiuto 25 anni, se questo dato
è vero, allora oggi unabomber avrebbe non meno di 39 anni (anno in più, anno in meno).
Rimane da capire il trauma che lo ha indotto al cambiamento da persona
normale a supercriminale e poi tante altre cose…
In ogni caso, non confondiamo il fumetto con la realtà, io ho tracciato una
bozza del profilo criminologico clinico tra il fumetto e il verosimile. Il
profilo vero, ovviamente, devono farlo gli investigatori, che hanno i mezzi
ed il compito sociale per farlo. Temo, però, che prima bisognerebbe
eliminare il profilo fumettistico del linguaggio. E' un errore semantico e
semiotico usare in questi casi il linguaggio da supereroi. Non superprocura,
superperiti, superdetective e super-risultati, ma più modestamente da
cittadini possiamo accontentarci di una procura, un perito, un detective, un
solo risultato, che non sia quello giusto, ma quello capace di evitare
l'errore. |
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