|
VENEZIA 26.11.'07-
''Le conclusioni della perizia dicono
che il lamierino è stato alterato''.
E' il procuratore capo
di Venezia, Vittorio Borraccetti, a confermare all'ANSA le indiscrezioni
sull'esame disposto dal gip sulla prova regina nel caso Unabomber. ''Il
perito del giudice - prosegue Borraccetti - dice che c'è stata una
alterazione, consistita nel taglio che è stato fatto sulla lamiera, che
ha lasciato una traccia''.
Il magistrato non vuole invece fare commenti sulle conseguenze che
questa svolta avrà sull'inchiesta. ''Posso solo parlare della perizia
perché questa ormai è stata depositata, e quindi giuridicamente è a
conoscenza delle parti. Poi le prove si formeranno nel
contraddittorio''. Quanto alla possibilità che il lamierino sia stato
manomesso nella sede del Lic, Borraccetti osserva che il perito non
doveva spingersi a dare queste risposte. Adesso lo scagionino', il
commento del difensore di Zornitta che a sua volta dice: E' la fine di
un incubo'. ''Finalmente posso dire che la verità è emersa - ha
affermato Zornitta - devo esprimere pubblicamente la mia sorpresa per il
coraggio dimostrato dai periti nel sostenere la verità'. |
|
Insomma, quest'inchiesta è durata un quindicennio ed
è costata allo Stato cifre molto esose. Il risultato cui è giunta è che
non si ha la più pallida idea di chi possa essere il vero bombarolo.
Intendiamoci, viva l'errore giudiziario! quando serve a risparmiare un
innocente dalla galera o anche un colpevole col dubbio che sia
innocente! L'errore è il sale anche della scienza. Senza errori non si
progredisce nella conoscenza umana. Quindi, ben vengano gli errori e
soprattutto la capacità di saperli ammettere e riconoscere! Il risultato
di questa perizia, quindi, è lodevole e meritevole per il processo, ma
anche per la conoscenza giuridica e scientifica.
Accanto a ciò, però, si deve dire dell'altro perché non si può "giocare"
con la vita e la carriera delle persone innocenti. Intanto, non si
capisce perché quando sbagliano i periti della Difesa (per esempio, nel
caso Cogne-bis), nel registro degli indagati finisce anche l'avvocato
che ha conferito loro l'incarico, mentre quando sbagliano i periti
dell'Accusa, finiscono nel registro degli indagati solo i periti?! Poi,
non si capisce come mai, nel campo delle investigazioni, quando si fanno
indagini per anni, dove alla fine l'unica cosa che è certa è l'errore,
nessuno fa un mea culpa. Possibile che nessun magistrato dica:
"Scusate, ma non ci sono riuscito. Mi sono battuto, ho fatto quanto
potevo, ma adesso mi fermo qui, che se ne occupi un altro più bravo o
più fortunato di me!". Che cosa ci sarebbe di sbagliato in un
discorso così onesto e pulito?
Anche il sospettato e poi indagato (che si è visto trascinare sotto
processo e sulla gogna mediatica) alla fine, continuerebbe a credere
nella giustizia e, con lui, i suoi figli, parenti ed amici stretti.
Invece, lo scenario a cui sembriamo abituati, ricalca quello di un
copione fonte di patologie, interpretato come se fosse la cosa più
normale di questo mondo.
In nessuna professione è consentito agire, non dico con tanto arbitrio,
ma con tanta discrezionalità. Se il medico sbaglia e il paziente subisce
un danno irreversibile, finisce sotto processo. Se lo spazzino sbaglia
viene multato, se il bidello sbaglia è licenziato, ma nel campo dei
magistrati l'errore professionale è solo ipotetico e riguarda sempre gli
altri.
Se la cronaca oggi ci ha riferito che la perizia dell'Accusa ha
accertato che il lamierino era stato alterato dai precedenti periti
dell'Accusa, proprio ieri sui giornali c'era la notizia dell'esistenza
di un filmato che mostrerebbe l'ing. Zornitta mentre, prima, nasconderebbe un
paio di forbici ai Carabinieri che stavano eseguendo la perquisizione e
poi, le avrebbe affilate per cancellare dei segni. Siccome questo
filmato non si è visto, si è anche letta la dichiarazione del difensore
dell'ing. Zornitta, che ha smentito un tale agire del suo assistito. Lo
stesso ingegnere ha detto: "Adesso basta, non ne posso più! Ho solo
affilato un paio di forbici che necessitavano essere affilate!". Non
sappiamo come stanno le cose, ma nell'attesa credo sia interessante
rilassarci un attimo con una bella fiaba, la cui antifona fa capire che,
quando chi ti accusa vuole accusarti, una motivazione la trova sempre,
soprattutto se è più forte. Buona lettura. |