Ha ucciso la madre colpendola alla testa
con una bottiglia di spumante e poi le ha tagliato la gola
con un coltello. È successo tra le 14 e le 15 di martedì,
primo giorno dell'anno, in via Bertinoro a Milano. Lo
studente 18enne, dopo aver colpito la 52enne Edi Vesco, si è
pulito le mani e ha chiuso a chiave la porta di casa dove
viveva con la mamma ed è andato a Brescia in treno,
probabilmente per incontrare un'amica. Ma una volta sceso,
il ragazzo si è diretto negli uffici della polizia
ferroviaria, dove intorno alle 22.15, «in stato fortemente
confusionale», ha detto di aver ucciso la madre.
Tranquillizato dagli agenti, il 18enne è lentamente
riuscito, con una calligrafica incerta e mossa, a scrivere i
propri dati e l'indirizzo di casa. A quel punto i poliziotti
hanno avvertito la squadra mobile milanese.
ONNIPOTENZA - La
Questura era già stata allertata intorno alle 20.30 dal
padre del ragazzo, preoccupato perché non riusciva a
mettersi in contatto con l'ex moglie. Gli agenti e i vigili
del fuoco hanno divelto la porta e sono entrati
nell'abitazione, dove hanno trovato il corpo della donna.
L'appartamento era a soqquadro. «È una storia veramente
allucinante» spiega un investigatore, raccontando che la
«spaventosa tragedia familiare» sarebbe maturata al termine
di una violenta lite, causata probabilmente dall'opposizione
della madre al progetto del figlio di non andare più a
scuola e di presentarsi da privatista alla maturità. Idea
che faceva parte di un progetto più ampio che il 18enne
aveva messo nero su bianco in un lungo e dettagliato
documento «filosofico-esoterico» intitolato «Delirio di
onnipotenza». «In questi fogli, mostrati nei giorni scorsi
ad alcuni parenti, il giovane rivela una sua nuova visione
del mondo, una sorta di illuminazione maturata nell’ultima
settimana» ha spiegato la polizia.
SCRITTRICE - Edi Vesco viveva da poco più
di un anno nell'appartamento di via Bertinoro. I vicini la
descrivono come una persona tranquilla, come tranquillo
sembrava il figlio. Lei lavorava a casa: scrittrice,
traduttrice ed anche editor per la Sperling & Kupfer. È
stata lei a tradurre le autobiografie di due mostri sacri
del cinema francese, Catherine Deneuve e Gerard Depardieu.
Vivace e appassionata di rose e ciclismo con un debole per
gli animali (come il suo pappagallo Miguel), Edi ha anche
firmato libri tutti suoi come una guida completa al mondo di
Harry Potter e un romanzo sull'Africa, «Il sole d'inverno».
I libri sono uno degli argomenti di cui parlava più
volentieri sul suo blog ( www.edivesco.it),
con consigli di lettura ma anche osservazioni
sull'attualità, come un commento commosso sull'incendio alla
ThyssenKrupp di Torino costato la vita a sette operai.
SUL BLOG - «Ho diversi
problemini anche seri da risolvere - aveva ammesso sul blog
-, però sì, riesco a sentirmi felice molto spesso, le
piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte,
per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia.
Probabilmente perché sono nata con due grandi fortune: uno
non sono mai cresciuta del tutto, la sindrome di Peter Pan
ambulante sono io; due ho sempre creduto nel segreto di
Pollyanna, trovare un aspetto positivo in ogni cosa. Certe
volte si fa una fatica immane, però alla fine riesce
sempre». Del figlio ha sempre raccontato poco in Rete, solo
un accenno di quotidiana normalità. «Cosa so fare bene? Così
di getto mi vien da dire disastri. Mio figlio dice
"disastri" ma anche le lasagne, gli gnocchi di patate (senza
uovo!) e il sugo alle vongole». Sul blog, le sue ultime
parole restano quelle degli auguri con uno scoiattolo che
rosicchia una ghianda e la scritta «Buon anno a tutti. Che
il 2008 vi veda sempre sani, vispi e garruli di gioia! Per
riuscirci un consiglio: invece di rosicare per quel che vi
manca, rosicchiate le nocciole che avete! Provare per
credere... so quel che dico!».
02 gennaio 2008 Corriere della Sera http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2008/01_Gennaio/02/donna_uccisa_figlio.shtml
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