SAVERIO FORTUNATO: LA PERIZIA IN TEMA DI SOSPETTO NELL'ABUSO ALL'INFANZIA

Criminologia.it
rivista internet di Teoria e scienze criminali

 

Criteri d'indagine metodologica
Il sospetto nell'abuso all'infanzia
di Saverio Fortunato
(Specialista in Criminologia Clinica)

Queste proposizioni elementari vere, erette al rango di principi empirici, devono essere rispettate nel compito peritale criminologico clinico o psichiatrico forense (fermo restante, altresì, il rispetto del principio di non contraddizione della Logica).

La Consulenza tecnica o peritale (sia d’ufficio sia di parte), dovrebbe ispirarsi ai seguenti criteri metodo-logici:

1) operare metodologicamente alla ricerca d’elementi che siano verificati da chi le afferma e verificabili da chiunque;

2) operare una sistematica “falsificazione” delle ipotesi avanzate (Caffo-Battista-Camerini);

3) operare alla ricerca d’elementi oggettivi che attestano l’abuso, osservando la vittima. Intendiamo per osservazioni oggettive quelle metodologicamente elevati al rango di proposizioni vere:

·       -presenza di sperma o di fosfatasi acida (proposizione vera);

·       -gravidanza e/o IVG (proposizione vera);

·       -danno psico-fisiologico alle parti genitali. Se il danno è evidente si assume come proposizione vera, se il danno non è evidente, alcuni indicatori compatibili possiamo elevarli al rango d’ipotesi: infiammazione, ragade, emissione purulenta, piccole fissurazioni cutanee o lacerazioni nell'area della forchetta posteriore, corpi estranei nell’orifizio vaginale, anale o uretrale, lacerazioni, recenti o cicatrizzate, della mucosa o della mucosa anale, allargamento dell’apertura imenale, impronte di denti, esami di laboratorio che mostrano l’esistenza di malattie sessualmente trasmesse non acquisite durante il parto (gonorrea, sifilide, AIDS, Clamydia, Trichomonas vaginalis, condiloma acuminato, herpes, ripetute infezioni delle vie urinarie) (Coulborn-Faller e Corwin, 1995);

·       riscontri mediante accertamento laboratoristico di: gonorrea, clamidia, condilomi acuminati, sifilide, lesioni erpetiche, tricomoniasi, vaginosi batterica, microplasmosi genitali, HIV (AIDS) epatiti B e C., contusioni ecchimotiche, lesioni ecchimotico-contusive con escoriazioni ed unghiate sulla faccia mediale delle cosce nelle regioni perigenitali e del perineo, lesioni da sezione o morso nelle regioni mammarie, sul collo, sulle natiche, frammenti di cute o di capelli sotto le unghie o tra gli abiti del minore nel caso di resistenza fisica all’aggressore, lesioni in sede genitale, anale e perineale, dermatiti infettive o allergiche, lesioni ecchimotico-contusive con escoriazioni ed unghiate sui testicoli, eritema localizzato, edema dei tessuti perianali, ragadi o emorroidi, vulvo-vaginiti da sostanze irritanti, lesioni (ecchimosi, escoriazioni, unghiate) da afferramento agli avambracci, ai polsi ed ai fianchi, oppure contusive al viso o altrove con schiaffi o pugni.

4)        Operare metodologicamente alla ricerca d’osservazioni elementari che attestano l’abuso, osservando la vittima. Intendiamo per osservazioni elementari (fattori intrinseci) quelli metodologicamente elevati al rango di proposizioni elementari intrinseche:
-intenzioni suicide (proposizione elementare Vero/falso, ipotesi da verificare)
-disturbi legati a problemi di prostituzione (idem c.s.);
-disturbi legati a problemi di pornografia (idem c.s.);
-disturbi, quali: senso di soffocamento, isolamento, depressione, piccole fobie, alterazioni dello stato di coscienza (stati disocciativi: derealizzazione, depersonalizzazione) (idem c.s.).

5)        Operare metodologicamente alla ricerca di osservazioni elementari che attestano l’abuso, osservando la vittima. Intendiamo per osservazioni elementari (fattori estrinseci) quelli metodologicamente elevati al rango di proposizioni elementari estrinseche:

·                 -genitore o figura parentale già vittima d’abuso (proposizione elementare Vero/falso, ipotesi da verificare);

·                 -indottrinamento unigenitoriale del bambino (concetto di Gardner, 1985, di Parental Alienation Sindrome. In pratica Gardner scrive un disturbo che insorge nel contesto del conflitto intergenitoriale e si manifesta attraverso il comportamento ingiustificato di denigrazione ed ipercriticità del bambino nei confronti di un genitore, che spesso si rifiuta anche d’incontrare. Si tratta di una combinazione tra l’indottrinamento effettuato dall’altro genitore ed il contributo personale del bambino;

·                 -divorzio come fonte dell’accusa nell’abuso. Divorzio come conseguenza dell’abuso (il partner intende divorziare e ricorre allo stratagemma dell’abuso per ottenere vantaggi dall’altro partner, danneggiandolo; oppure, oggettivamente, il divorzio era già inevitabile a prescindere dal sospetto d’abuso?);

·                 -abuso rivelato durante il divorzio (al momento del divorzio può essere rivelato l’abuso per paura dettata dall’angoscia di separazione, difficoltà ad immaginare il futuro, ecc.);

·                 -abuso causato dal divorzio (le angosce di separazione suscitate dal divorzio possono fungere da fattore scatenante. Il bambino, in questi casi, è usato come veicolo d’espressione della rabbia nei confronti del partner o un sostituto del partner stesso, fino ad una sessualizzazione della relazione col genitore;

·                 -impulsi di natura sessuale possono anche esprimersi più facilmente perché mutano comportamenti e regole esistenti prima della separazione ed i bambini si trovano ad essere lavati, fisicamente curati e accuditi anche dal genitore che prima non svolgeva tale compito;

·                 -false accuse durante il divorzio (è probabile che l’accusa d’abuso sia alimentata come stratagemma per ottenere vantaggi a scapito magari del nuovo partner della moglie) (Caffo-Camerini-Florit, 2002).

6) Operare metodologicamente alla ricerca d’osservazioni, come proposizioni elementari, utili alla verifica del risultato d’abuso:

·                 -conflitto di coppia tra genitori (divorzio, ecc.). In questo caso ci può essere un comportamento ingannevole dell’adulto volto esplicitamente all’ottenimento di vantaggi a scapito dell’altro coniuge, servendosi del/della bambino/a;

·                 -conflitto tra figure parentali con sentimenti d’invidia, gelosia ed ingratitudine (patogeni o patologici). In questo caso ci può essere la figura parentale che, gelosa del padre o madre del bambino presunta vittima d’abuso, alimenta le accuse utilizzando il figlio per ottenere vantaggi propri con svantaggi altrui;

·                 -suggestione da parte dell’esperto-incompetente (assistente sociale, psicologo, poliziotto, ecc.) che alimentando suggestione nel modo di porsi con la vittima, contribuisce a costruire nel minore un falso ricordo o, più in generale, causando errori nel racconto (Caffo-Camerini-Florit, parlano di errori iatrogeni);

·                 fantasia d’abuso scaturita dallo stadio edipico (Di Cori e Sabatello, 1999); si pensi al caso del bambino che fraintende e interpreta erroneamente le cure fisiche prestate da un genitore (per es. durante il bagno ecc.) ed è, inoltre, investito da particolari suggestioni da parte dell’altro genitore;

·                - inattendibilità racconto d'abuso da parte di bambino la cui madre (di solito il genitore denunciante) ha subito, a sua volta, abusi sessuali durante l’infanzia (Kempe Center);

·                 -presenza di disturbi sull’Asse I e II del DSM-IV (1994) ma anche d’alcune condizioni mediche generali nel bambino, che aumentano la probabilità d’inaccuratezza del racconto se non di vere denunce false. Ganaway a riguardo sostiene, che i bambini con disturbi dissociativi creano racconti personali in conformità ad immagini provenienti dall’esterno (per esempio dalla TV) allo scopo di attribuire un significato alle loro esperienze che altrimenti rimarrebbero senza senso e dunque più angoscianti (Ganaway, 1999);

·                 -naturalezza infantile incline alla bugia. Infatti, «fanno parte delle dinamiche interne al bambino le bugie, ossia le rivelazioni in cui il bambino intenzionalmente riporta fatti che sa non essere “veri”» (Caffo-Camerini-Florit, 2002);

·                 -abuso ritualistico.  Finkelhor e Williams (1988) considerano “abuso ritualistico” ogni abuso che “avviene in un contesto legato ad alcuni simboli ed attività di gruppo che hanno una connotazione religiosa, magica o sovrannaturale, e dove le invocazioni di questi simboli o attività sono ripetute nel tempo e sono usate per spaventare ed intimidire i bambini;

·                -le dichiarazioni d’abuso ritualistico contengono spesso descrizioni bizzarre o macabre legate agli abusi subiti. Alcune vittime raccontano di essere state rinchiuse in spazi ristretti come bare, tombe, gabbie e talvolta piene d’insetti, rettili o altri animali. Sono riferiti uso d’elettrodi o d’inserimento d’oggetti nel corpo e l’assunzione di droghe, oppure di aver dovuto ingerire urina, sangue ed altro;
-convinzione errata, a volte delirante, che il figlio o la figlia siano stati abusati;
-consapevole accusa
di un coniuge contro l’altro coniuge;
-dichiarazione non veritiera dello stesso ragazzo o ragazza, a volte legata alla cosiddetta “Sindrome da eliminazione genitoriale” (Gardner, 1992).

7) Operare metodologicamente alla ricerca di osservazioni come ipotesi da verificare, utili all’individuazione di proposizioni elementari:
-presenza nei partner di patologia psichiatrica: alcolismo, tossicomanie;
-tipologia di personalità capovolta dei coniugi: inversione dei ruoli coniugali, marito succube della moglie;
-moglie autoritaria e centrale economicamente con un disturbo nel rapporto col denaro;
-marito autoritario, rigido
, violento ed insensibile ai sentimenti e bisogni degli altri;
-moglie impegnata lavorativamente o in attività iper-religiosa, che perde il ruolo genitoriale delegando alla figlia il proprio ruolo;
-marito maltrattato nell’infanzia;
-
moglie rifiutante la propria famiglia o passiva, succube;
-moglie vittima di maltrattamenti o con esperienza incestuosa.
 

testo tratto dal volume "Manuale di Metodologia peritale", Saverio Fortunato, Editore Ursini 2004


© Criminologia.it - Pubblicato in rete il 8.6.2006 - h:15,00