CAMERA DEI DEPUTATI 1 OTT 2012 PREMIO INTERNAZIONALE CRIMINOLOGIA.IT ALL'FBI, ALTO PATROCINIO UNESCO, UNAI (NAZIONI UNITE) , PRESINZA CAMERA DEI DEPUTATI

 


Camera dei Deputati

UNITED NATIONS
Academic Impact Member


 

ALTO PATROCINIO


Il Presidente CSI Periti e Consulenti Forensi, Prof. Saverio Fortunato, consegna Premio Criminologia.it
al Dr. Stewart B. Roberts (Legal Attaché - FBI)
 
L' FBI
di  Stewart B. Roberts
 




Il Dr. Stewart B. Roberts
(Legal Attaché - FBI)

 

Gentili Signore e Signori,
a nome di tutta l’agenzia FBI vi ringrazio per il premio Criminologia.it ad essa conferito. Il Professor Fortunato mi aveva chiesto di parlare un po’ dell’FBI e riflettendo sulla sua storia, ho constatato che la migliore qualità che riconosco all’FBI è la capacità e l’abilità a reinventarsi nel corso dei decenni in un’agenzia sempre in grado di rispondere alle esigenze di sicurezza nazionale ed internazionale del momento.
Infatti, l’FBI, come qualsiasi altra Forza dell’Ordine, fu istituita nel 1908 per soddisfare certe esigenze degli Stati Uniti. E all’inizio, funzionava come un’agenzia indipendente, capace di fare indagini importanti sulla corruzione e su altri crimini finanziari commessi dai colletti bianchi. In questo periodo gli uomini dell’Fbi non portavano con sé armi. Ma poi, già negli anni Trenta, l’FBI avrebbe guadagnato un riconoscimento grazie al ruolo svolto nella lotta contro i gruppi criminali che attraversavano i confini per svolgere le loro attività criminose ed i nostri agenti hanno cominciato a portare armi in servizio per affrontare qualche minaccia violenta.
La Seconda Guerra Mondiale, naturalmente, generò sfide uniche e l’agenzia cambiò ancora direzione per affrontare le minacce belliche di quel momento. Anche la Guerra Fredda ebbe una influenza significativa sulle priorità dell’FBI, e fino agli anni Ottanta il controspionaggio e l’arte di catturare le spie furono le sfide critiche dell’FBI.
Naturalmente, dagli anni Settanta, l’FBI è diventato un fidato partner per i suoi amici delle Forze dell’Ordine dell’Italia nella lotta contro la criminalità organizzata.
Negli anni Ottanta e Novanta, poi l’FBI ha dedicato sempre più operazioni alla lotta contro il traffico di stupefacenti e contro le organizzazioni che approfittavano di questo commercio illecito, diventando sempre più potenti.
Negli anni Novanta, perfino prima dell’attacco terroristico dell’11 settembre, l’FBI iniziava a lavorare sempre più con i suoi colleghi dell’industria privata per essere sicuri che la Nazione fosse in grado di sopravvivere a qualsiasi attentato contro le sue infrastrutture. Durante questo periodo, l’FBI ha iniziato a reclutare candidati talentuosi che sarebbero stato in grado di condurre le indagine cibernauti che più complesse.
Purtroppo, tutti sappiamo che gli attentati dell’11 settembre hanno cambiato il campo di battaglia per l’FBI. Molti dei nostri agenti che prima erano esperti di indagini criminali improvvisamente sono diventati esperti di estremismo Islamico e di tecniche investigative più efficaci per alleviare questa minaccia crescente.
E così l’FBI ha riassegnato significative e consistenti risorse umane, e non, a questa lotta.
Infatti, non potevamo più rimanere un’agenzia in grado di reagire ed intervenire soltanto a crimine compiuto ma dovevamo diventare un’agenzia capace di prevenire qualsiasi altro nuovo attentato.
Questo era un grande cambiamento per un’agenzia che, fino al momento dell’arresto, aveva sempre tenuto le indagini segrete. Improvvisamente, dovevamo essere in grado di condividere le informazioni velocemente con i nostri colleghi, di altre agenzie governative, di altri paesi, e del settore privato.
Questo ha comportato molti cambiamenti nel modo di operare dell’FBI, nella maniera di classificare le nostre informazioni e di trasmetterle a coloro che le richiedono.
Quindi, come ho menzionato, ogni nuova minaccia copra menzionata ha introdotto una nuova sfida e l’Fbi l’ha affrontata con successo, sicuramente grazie a questa sua abilità nel trasformarsi, ma anche grazie all’aiuto costante di tutte le Forze dell’Ordine presenti negli Stati Uniti.
A questo proposito, vorrei ricordare il nostro presidente e direttore J. Edgar Hoover che ha dedicato 50 anni della sua vita alla nostra agenzia. Lui, infatti, per prima, aveva capito che l’FBI non avrebbe compiuto la sua missione senza l’aiuto delle Forze dell’Ordine locali. Così ha creato l’Accademia Nazionale per preparare i partners e creare un forte legame tra loro e l’FBI.
E posso aggiungere che ogni anno 100 colleghi delle Forze dell'Ordine internazionali sono parte dell'Accademia, fra questi, i colleghi italiani sono molto amati, non solo per il loro contributo culinario alla serata dedicata alla cucina internazionale, ma per l'entusiasmo, la creatività e la professionalità che portano in Accademia.  Molti di questi italiani diplomati alla nostra Accademia Nazionale occupano posizioni importanti nelle loro agenzie e rimangono stretti alleati dell'FBI.
Mentre ringraziamo il direttore Hoover è d'obbligo menzionare anche il direttore Louie Freeh che ha il merito di aver ampliato notevolmente il programma internazionale dell'FBI. Infatti, durante il suo mandato come direttore, gli uffici FBI sono sorti in moltissimi paesi stranieri -oggi ne contiamo persino 72-. Il Direttore Freeh aveva previsto un incremento del crimine internazionale e la conseguente necessità di collaborazione con i partner stranieri.
E l'Italia è stato l'esempio migliore di partnership per Louie Freeh che è tornato a Palermo quasi ogni anno dal 1992, per onorare il giudice Giovanni Falcone, suo amico e ricordare i poliziotti e i magistrati italiani che con coraggio hanno dedicato e sacrificato la vita combattendo il crimine organizzato.
Per noi dell'FBI non esiste paese che simboleggi, più dell'Italia, l'importanza della cooperazione internazionale. Sono fortunato coloro che fra noi hanno avuto il piacere di lavorare con le Forze dell'ordine italiane, sono le persone più calorose, più dedite, più amichevoli e professionali incontrate nella nostra carriera. Vorrei concludere proprio con un affettuoso ringraziamento ai nostri colleghi e amici dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza.
 (Dr. Stewart B. Roberts)

 

© Criminologia.it 1.10.2012 - Roma - Camera dei Deputati