Prof. Saverio Fortunato
(Il Presidente)

ISTITUTO CRIMINOLOGIA.it MARCO CAPPARELLA
Vibo Valentia
 

Riconoscimento giuridico MIUR del 4.10.2016 ai sensi regolamento adottato con DM 10/01/2002 n° 38

 
 


Prof. Saverio Fortunato
(Docente di Criminologia)

   

Gli incontri saranno di due giornate di studio full immersion, 20 e 21 settembre 2017
Sede: Istituto Criminologia.it Vibo Valentia Piazza Garibaldi 9
Docenti: Prof. Saverio Fortunato (Specialista in Criminologia Clinica, Presidente Corso di Laurea in Scienze della Mediazione Linguistica Indirizzo criminologia & Intelligence) ; e Prof. Aldo Giubilaro (Docente di Diritto Processuale Penale, Procuratore Capo della Repubblica di Massa)
Fai iscrizione online compila il modulo

Costo 400 euro
Ammissione: Corso indicato per gli insegnanti delle Scuole Medie Inferiori e Superiori
Circolare MIUR 964 del 27.2.2017

 

GLI STUDENTI NON SONO UN CAPITALE UMANO
(CIRCOLARE MIUR n° 964 del 24.2.2017)
Il fenomeno del Bullismo e Cyber-bullismo viene affrontato -per come emerge dai fatti di cronaca- generalmente in maniera sballata. Nelle scuole oggi il disagio giovanile viene patologizzato, con diagnosi psichiatriche inventate dal nulla; e col "ricatto" che consente la docimologia. I ragazzi non sono un "capitale umano", da promuovere se offrono un rendimento (capitale vivo), da bocciare in caso contrario (capitale morto). Questa inefficacia e stortura istiga in taluni casi ragazzi difficili al suicidio (e quindi l'altro lato della medaglia è che prima o poi -è criminologicamente prevedibile- arriveranno le querele alle Scuole per istigazione al suicidio); oppure, a consolidare l'etichetta di "bullo", di "delinquente", di "diverso" (che con faciloneria e improvvisazione gli viene affibbiata per fatti magari persino prevedibili sul piano criminologico clinico) e ad intraprendere o consolidare una carriera deviante o delinquenziale.
La figura del Referente ai fini della normativa citata, a nostro avviso, deve avere delle capacità per comprendere anzitutto la criminogenesi del disagio giovanile e poi poter favorire opera di prevenzione, più che repressiva a fatto compiuto.