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Polizia rumena e Polizia italiana: due istituzioni per un fronte unico contro la criminalità
LEX ET HONOR e SUB LEGE LIBERTAS
di Sebastiano Ferraro

Poliziotti rumeni e italiani, insieme per la soluzione dei problemi comuni e per il bene reciproco. Ne parliamo con il Dottor Gabriel Ion Olteanu, funzionario della Polizia Nazionale rumena, presso l’Accademia di Polizia “Alexandru Ioan Cuza” di Bucarest, in questi giorni in visita in Italia.

Innanzitutto, come avviene il controllo del territorio da parte delle forze di polizia?
La polizia rumena ha una struttura piramidale: al vertice c’è lIspettorato Generale delle Forze di Polizia (Inspectoratul General al Poliţiei Române), a Bucarest, con competenza territoriale generale, che ha una struttura propria formata da direzioni generali, direttori, servizi e uffici istituiti per ordine del Ministro degli Interni, e l’ispettorato provinciale (Inspectoratul judeţean) che coordina la struttura sul territorio fino ai livelli delle polizie comunali.

 

Come viene nominato il capo della Polizia nazionale?

Per definizione, il capo della Polizia nazionale è l’Ispettore Generale della Polizia rumena. L’Ispettore Generale è nominato dal Ministro degli Interni. Tuttavia, anche se è nominato da un rappresentante del potere esecutivo, la carica di Capo della Polizia non è sensibile alle variazioni politiche, in quanto il Ministro degli Interni ha tutto l’interesse a che la Polizia nazionale sia unistituzione efficace e ben gestita.

Qual è il livello di formazione degli specialisti, in particolare della polizia scientifica?
Nella polizia rumena, gli ufficiali di polizia sono laureati presso una università accreditata. Per la maggior parte sono laureati presso l’Accademia di Polizia “Alexandru Ioan Cuza”, anche se nel tempo, a seconda delle sollecitazioni dellApparato Operativo, sono stati assunti laureati provenienti da altre università, pubbliche o private. LAccademia di Polizia prevede due corsi di laurea: Giurisprudenza, e Ordine pubblico e Sicurezza

Quando la polizia necessita di specialisti in altri campi, vengono assunti, in modo individuale, altri laureati (in chimica, informatica, psicologia etc.). Con il prosieguo della carriera, i poliziotti rumeni, inoltre, passano attraverso programmi di formazione di master e dottorato.

Qual è la durata di un corso di formazione per gli ufficiali di polizia? Qual è lo spazio dedicato alle materie di studio teorico e quale alle attività tecnico-operativa?
Come ho detto, gli ufficiali di polizia sono laureati, di regola, all’Accademia di Polizia. Il piano di studi, simile al piano di ogni facoltà, comprende due categorie di corsi: corsi di cultura generale e corsi di specializzazione. I semestri hanno una durata di 14 settimane (un semestre) o 28 settimane (un anno). I corsi di cultura generale si sviluppano al ritmo di 2 ore di esposizione e il 1 ora di seminario, tutte le settimane. I corsi di specializzazione si sviluppano al ritmo di 2-4 ore e 6-8 ore di lavoro pratico, ogni settimana. Avendo come scopo la formazione di competenze pratiche, alla fine di ogni semestre, gli studenti trascorrono un mese nei quadri della polizia operativa.

Esistono conflitti di competenza tra la Polizia Nazionale e la Polizia Militare? C’è uno spirito di cooperazione o di rivalità tra Polizia di Stato e Polizia Militare?

Io preferisco rispondere a queste due domande insieme, perché la risposta è semplice. Non è questione di conflitto di giurisdizione o concorrenza tra forze di polizia nazionali e polizia militare. E’ chiaro che i crimini commessi dai soldati dell’esercito rumeno durante il servizio possono essere indagati dalla polizia militare, il resto è di competenza generale della polizia giudiziaria. Per quanto riguarda i rapporti tra le due strutture, sono di collaborazione. Personalmente non conosco alcun caso di “concorrenza” o “mancanza di lealtà” tra le due forze di polizia.

Qual è il sentimento della popolazione nei confronti della polizia?
I cittadini, generalmente, hanno fiducia nella Polizia Nazionale e collaborano quando gli viene chiesto di partecipare all’identificazione dei criminali e forniscono informazioni utili per lo sviluppo delle indagini penali.
Allo stesso tempo, si può dire che cosi come succede per tutte le polizie europee, anche per la polizia rumena, esistono problemi di budget, nel senso che non si possono coprire tutte le spese e di conseguenza ci sono inchieste che durano molto più del normale, perizie per le quali non ci sono fondi o provvedimenti ritardati nei confronti di situazioni antisociali.

La mia opinione personale, confermata anche da analisi sociologiche, è che l’immagine della polizia sia migliorata, anche se quella dei politici e delle strutture amministrative non ha avuto la stessa evoluzione.

Qual è la considerazione che la polizia rumena ha della polizia italiana?
Rispetto e collegialità. La polizia italiana deve gestire problemi particolari, la criminalità organizzata, l’immigrazione clandestina, la violenza di strada, sono solo alcuni esempi; e lo fa con professionalità ed efficienza. In Italia arrivano milioni di turisti ogni anno e se è possibile camminare senza preoccuparsi in qualsiasi città italiana ammirando persone, edifici, monumenti, chiese, ecc.; se ti senti sicuro, un contributo lo ha sicuramente fornito la polizia italiana.

So che ogni qualvolta si sono generate tensioni causate dal comportamento antisociale di cittadini rumeni, la polizia italiana e quella rumena hanno collaborato molto bene.

Quali impressioni ha avuto, in questi giorni in Italia, della polizia italiana?

Come poliziotto rumeno, come un istruttore di poliziotti, ho avuto l’onore di essere ricevuto in due unità di polizia, il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Montecatini Terme e l’VIII Reparto Volo della Polizia di Stato di Firenze, abbiamo avuto incontri cordiali con i responsabili delle unità di polizia con agenti esperti, con persone che sono al servizio dei cittadini europei. Come cittadino europeo, sono lieto di ammirare le bellezze d’Italia senza sentirmi minacciato da qualcuno o qualcosa.
Sono rimasto impressionato da una certa armonia specifica che ho notato, che ognuno fa ciò che vuole, a patto che non disturbi la persona accanto e l’ambiente che lo circonda.

Pensa che in futuro ci sarà qualche possibilità per un maggior scambio di esperienze tra la polizia dei nostri due Paesi al fine di combattere fenomeni criminali, sui rispettivi territori nazionali, intrapresi dai criminali di entrambi i Paesi?
Non credo si possa parlare di un tema così importante in termini di probabilità, è una necessità. La criminalità transfrontaliera è cresciuta proprio perché l’azione giudiziaria di esecuzione è stata limitata al territorio nazionale. Non sono entusiasta al pensiero della costruzione e del funzionamento dell'Unione europea, ma la libertà di movimento è una realtà, e se ogni cittadino può viaggiare ovunque in Europa anche i criminali lo possono fare. L’assistenza della polizia rumena in Italia e l’assistenza della polizia italiana in Romania, in futuro, sarà sempre più necessaria. Viviamo insieme, abbiamo problemi comuni, dovremo lavorare insieme per il bene reciproco.

 

Il testo rappresenta solo il punto di vista personale dell’intervistato e non implica la posizione ufficiale della polizia rumena, dell'Accademia di polizia o del management di entrambe le istituzioni.

 


Dr. G. Picariello  (polizia italiana) Dr Gabriel Ion Olteanu (col. Polizia rumena)

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