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Stiamo vivendo un
periodo pericoloso, decadente, di crisi profonda, di lacrime e
sangue, in cui l’Italia rischia il fallimento, il ceto medio sta
scomparendo nella povertà, e, i poveri, sempre più poveri,
stanno morendo di stenti in una cornice di seria recessione, chissà
se reversibile. E’ l’era dei super burocrati super pagati con
super stipendi mensili che una persona media non guadagna neanche in
tutto l’arco della propria vita, in cui i super ricchi diventano
sempre più ricchi, fornendo prestazioni da incompetenti,
incoscienti, superficiali, e continuano la loro scalata con la
furbizia e la corruzione, unendosi in cricche, soprattutto
degli appalti. E’ l’era della demeritocrazia, in cui
si vive tra un disastro e l’altro, disoccupati o sfiorando
continuamente il fallimento a causa delle tasse ormai
diventate impossibili da onorare, chiaramente solo per chi
le paga (pochi e tra questi il ceto medio in via d’estinzione,
pensionati, dipendenti pubblici, piccoli impresari, commercianti e
artigiani). |
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Eppure non è difficile ricordare
chi, governando dal 2008 al 2011, mentre tutti combattevano la
crisi, diceva, unico al mondo, che questa crisi non c’era: era solo
“psicologica”. La
famosa crisi percepita, un fenomeno di autosuggestione collettiva.
“Tranquilli, abbiamo l’83% di case di proprietà, più auto e più
telefonini di ogni altro Paese europeo” e poi “gli aerei e i
ristoranti sono pieni”. L’autunno scorso: “il Paese è solido,
la crisi è colpa dei mercati che – diceva mio padre – sono orologi
rotti”. E pure della magistratura, altro noto “fattore
di crisi”. Intanto nel Nordest si ammazzavano
imprenditori su imprenditori, quelli competenti che lavoravano
seriamente: ma guai a parlarne, per non diffondere pessimismo.
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E intanto, le caste dei super
pagati, quelli che viaggiano con l’autista e l’elicottero, davano e
danno il meglio. Costa Crociere, per fare “l’inchino”
pubblicitario e ruffiano, rischia di far affogare 4 mila persone, il
Capitano scappa, la Capitaneria di porto va nel
pallone e urla, i passeggeri si salvano da soli e col sacrificio di
qualche eroe musicista o addetto alle pulizie, che, con generosità
sacrificano consapevolmente le loro vite per salvarne altre, e già
cominciano ad essere dimenticati (saranno altri a ritirare premi,
medaglie e riconoscimenti). |
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Il traghetto Tirrena
rischia di fare il bis qualche settimana dopo urtando la panchina e
facendo uno squarcio lungo il doppio rispetto alla prima nave.
Nevica,
e nonostante l’evento sia largamente preannunciato, le
autostrade, sempre più care e dotate di tutti i mezzi antineve,
chiudono (nel momento in cui sono più necessarie), i treni,
sempre più cari, si bloccano, le forniture essenziali come
corrente, acqua e comunicazioni, servizi sempre più cari,
s’interrompono per oltre 24 ore, i paesi rimangono isolati
e le persone muoiono di freddo, gli spazzaneve e spargisale sono
insufficienti (o antieconomici visto che si può chiudere quando il
transito non conviene: il profitto docet) e in alcune zone
addirittura inesistenti. I pendolari vengono lasciati in
mezzo alla strada addirittura dai mezzi pubblici (che
dovrebbero essere i professionisti organizzati del trasporto).
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I politici
invece si ritrovano, a loro insaputa, proprietari di case vicino
al Colosseo o di palazzi al centro storico della capitale e
trascorrono le vacanze di Natale alle Maldive in Resort
esclusivi super lusso che costano dai 2.500 ai 5.700 euro a notte,
tutti insieme, affettuosamente. |
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Gli
amministratori pubblici e appartenenti al PD
(il partito già dell’opposizione, solo sulla carta, quello che si
ritiene più pulito, senza la “L”, specchiato e trasparente)
rubano a quattro mani e, quando non sono concussori,
saccheggiano in casa propria denaro comunque pubblico o sono
costantemente in mezzo a false fatturazioni (Vds. i vari Bassolino,
Del Turco, Penati, Pronzato, Tedesco, Morichini, Frisullo, Delbono,
Lusi, Brentan (il manager delle autostrade venete iscritto al Pd e
appena arrestato per tangenti) e chissà quanti altri ancora ne
dovremo sentire finché rimarranno impuniti grazie allo scambio di
favori attraverso l’immunità parlamentare (tanto la colpa è
solo dei giudici!), e di conseguenza ci accorgiamo che i fini di
PD e PDL coincidono. I nomi e le ruberie di quest’ultimo
schieramento non li cito neanche perché la lista sarebbe
lunghissima, con soggetti di spicco a capo di alcuni pericolosi
sodalizi, e le gravissime condotte criminose, ormai giornaliere, ci
hanno anestetizzato in maniera tale che, per alcuni, non fanno più
nemmeno notizia. |
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Gli evasori,
a loro insaputa, soprattutto le banche e i grossi gruppi operanti a
livello internazionale, solo quando scoperti, patteggiano (o come
preferiscono dire loro “fanno pace con il fisco”) pagando
l’1% di ciò che avrebbero dovuto senza neanche andare in galera.
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Equitalia
può attivare i suoi potentissimi mezzi per recuperare il debito
sugli evasori minori, quelli che non possono “fare pace”
né patteggiare (ovvero quelli onesti), iscrivendo ipoteche
sull’artigiano considerato infedele, facendo scattare una
comunicazione alla centrale rischi delle banche, con conseguente
chiusura dei fidi, pignorando i loro conti correnti (rendendo
impossibile il pagamento di dipendenti e fornitori), avviando i
pignoramenti presso terzi (ovvero i crediti dei clienti, perché
Equitalia ha il potere di arrivare anche lì) e facendo partire le
ganasce fiscali su auto e vani posseduti. Il “titolo di debito”
è diventato immediatamente esecutivo. Se Equitalia, poi, si convince
che c’è il “fondato pericolo” di perdere il credito, ha il
mandato per recuperarlo in ogni modo: sequestrando una pensione,
mandando un bene all’asta immobiliare e così via (non certo per gli
amministratori delegati o super burocrati pubblici milionari).
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Il saldo finale di tanto
agitarsi è il classico topolino partorito dalla montagna. Perché i
grandi evasori restano ben coperti. Un rapporto della Corte dei
Conti rivela che, negli ultimi anni, la lotta all’evasione è apparsa
più che altro come una resa all’evasione. Alla fine dell’iter,
lo Stato incassa appena l’11% delle imposte evase “accertate”
e soltanto l’1% se l’evasore non patteggia con il fisco.
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Poi ci sono gli “affaristi”.
Uno degli ultimi senatori, sconosciuto ai più, tale Conti, con una
compravendita di un immobile, guadagna 18 milioni in 3 ore
senza tirare fuori un centesimo ma solo grazie a fidejussioni e
garanzie verbali da politico gentiluomo.
I tesorieri impazziti
e prestigiatori che riescono ad ingannare tutti i controllori
trafugando milioni in paradisi fiscali, che poi scudano grazie a
leggi ad hoc, investono, distribuiscono ad altri compagni di merende
senza che nulla risulti, chiaramente a loro insaputa, ma, alla fine
quei tesoretti pubblici chiamati “rimborso spese elettorali”
ma in realtà dicesi “finanziamento pubblico ai partiti”,
scompaiono. |
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In Parlamento, sotto il governo che
aveva promesso “mai più condoni”, tutti i partiti di tutti i
colori si fanno il solito condono, anzi l’autocondono sui
manifesti abusivi, come ogni anno, come sempre.
I Comuni,
anche del nord, vengono sciolti per infiltrazioni mafiose
come se niente fosse, alcuni imprenditori appendono cartelli
“chiuso per camorra”, altri falliscono perdendo le
fatiche di una vita o di generazioni insieme alla dignità e
all’equilibrio psicologico, altri si suicidano, altri vanno a
mangiare alle Caritas (finché esisteranno) dormendo in luoghi di
fortuna perché l’amata Equitalia gli ha confiscato la casa su ordine
di un debito con la banca, anche se dovevano riscuotere cifre
superiori al debito contratto per lavori svolti sia pubblici sia
privati. |
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La camorra riesce ad imporre un
coprifuoco talebano a 150 mila cittadini di Scampia, compresi i
manifestanti indignati che avrebbero voluto protestare contro di
essa. |
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I calciatori
super pagati si vendono le partite italiane a scommettitori che
operano addirittura da Singapore.
Insomma, non può
continuare così: come se ne potrebbe uscire?
Per prima cosa
intimorendo i magistrati, con una legge sulla loro
responsabilità civile, per farne dei piccoli burocrati,
preoccupati di non dare fastidio a chiunque non sia un ladro di
polli. |
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Con la nuova disciplina passata alla
Camera, quando il magistrato processerà uno che conta, si troverà
esposto ad una tempesta di azioni risarcitorie, possibili grazie a
un cumulo di formule generiche, imprecise e subdole. Proprio per
questo pericolose: in quanto la loro somma dà come risultato un
vuoto tecnico intrecciato col nulla, il dominio della confusione e
dell’incertezza, una prateria sconfinata per cavilli d’ogni genere,
l’ennesima variante della difesa non “nel” ma “dal”
processo. Un concreto pericolo per l’indipendenza della
magistratura, che essendo chiamata, per sua natura, a scegliere
fra opzioni diverse, possibili nel perimetro della legge, sarà
inesorabilmente spinta verso la scelta più “tranquilla”,
che espone di meno al rischio di ritorsioni da parte di coloro
(politici e potenti) che non accetteranno mai di uscire dal cerchio
magico dell’impunità. |
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Pertanto, si
sacrifica ulteriormente la speranza di uguaglianza dei cittadini di
fronte alla legge,
rinunciando ad una magistratura indipendente e trasformandola in un
corpo burocratico facente blocco unico col potere dominante così
come qualche telegiornale o quotidiano esistenti ormai da oltre
mezzo secolo.
Uomini
(come ha scritto Italo
Calvino) “appartenenti alla razza delle persone ammodo;
una razza dalla pelle liscia e floscia, dai peli nel naso e nelle
orecchie, dalle natiche stabili come fondamenta sulle poltrone
imbottite; una razza che sa fare le leggi e applicarle e farle
rispettare nella misura che gli fa comodo” (ogni singola
parola pesa come un macigno perché troppo vera quanto scomoda, fino
a descrivere, in una frase, un sistema che fa davvero paura). |
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C’è un forte senso di impunità
anche nei gradini più bassi della scala sociale, riscontrabile a
partire dai comportamenti quotidiani.
La casta
riempie quotidianamente giornali, Tg e conversazioni; si grida
contro i politici ed i loro innumerevoli e odiosi
privilegi. In gran parte a ragione. Esistono anche molte
altre caste e corporazioni, tutte tenacemente resistenti a
qualsiasi tentativo di riforma.
Ma,
è necessario prendere atto che, se abbiamo tanta corruzione,
nepotismo e criminalità, una pubblica amministrazione elefantiaca e
società pubbliche o private zeppe di parenti, amici e “amiche”,
dipende da un’intensa e continua “richiesta dal basso”
(voto per te e ti faccio votare se mi fai ottenere la tal cosa o il
tal posto).
La politica è degradata e screditata. Ma noi cittadini cosa vogliamo
dalla politica?
Prospettive, una classe dirigente capace, una gestione trasparente,
uno sviluppo sostenibile e più equilibrato, risposte ai bisogni
collettivi, oppure scorciatoie, favori e singoli privilegi indebiti?
Certo
manca l’esempio dall’alto. Latita però l’esercizio di cittadinanza.
Manca la consapevolezza di essere soggetti a doveri e portatori di
diritti. La rovina che si diffonde e il privilegio che invece si
addensa in quella super elite che si nutre di politica e finanza.
Sembra
di essere tornati indietro di un secolo quando la classe media
ancora non esisteva.
I “moderni”
servi del potere si sentono spregiudicati. Si giudicano moderni. Già
si preparano a riabilitare don Verzè: non contano i debiti,
le minacce ai vicini, il jet, le ville, il luogotenente suicida, e
neppure quella croce esibita sulla giacca a mo’ di oscena copertura.
Perché tra un bancarottiere e i truffati non hanno mai esitazioni,
vanno a presidiare il malloppo, elogiando la furbizia di chi lo
ha accumulato, e chiamano moralisti i fessi che chiedono giustizia.
Tra un miliardario e la minorenne, scelgono sempre dove sta il
potere, accanto alla tavolata del giocoliere galante.
Tifano
per Tanzi
che imbosca il Matisse. Ammirano Lavitola in fuga. Trovano
simpaticissimi Alfonso Papa che compra Rolex e Scilipoti
che si vende l’anima. Chiedono libertà per Lele Mora.
Sono
liberi pensatori che odiano e sono infastiditi dal carcere, ma
solo se riguarda i bianchi ricchi, non i pezzenti o gli albanesi
che quando si suicidano usano il vetro, non i cerotti. |
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Chi è in
pensione con 1283 euro netti, così come è stata
congelata, su ogni mensilità, per il blocco
dell’indicizzazione del 3,50%, più quasi il raddoppio
dell’addizionale regionale, più quella comunale irpef e
dell’acconto sull’addizionale comunale, perde circa 46 euro
netti, 57 lordi, ogni mensilità. Totale circa 600 euro annui.
Viva
l’equità: colpita una pensione di 1283 euro netti! Pagano
quelli che hanno sempre pagato. Se non si revocano subito le
misure sul blocco delle pensioni e sui pensionandi, vedi sette
anni in più, nonché sul blocco degli stipendi degli statali, in
un momento in cui è prevedibile l’arrivo di una enorme
inflazione, temo che vedremo ben presto gli effetti della
manovra: grave recessione.
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Pertanto ci vuole intelletto,
onestà e coscienza per combattere l’estrema disuguaglianza
sociale, il degrado dell’ambiente e dare inizio allo sviluppo
sostenibile, alla necessità di costruire delle alternative
e di guardare al domani perché abbiamo l’obbligo di lottare per
ricostruire la nostra società in maniera più pulita, rispettosa
dell’ecosistema e meritocratica, contrapponendola a quella
attuale caratterizzata dalle caste contrapposte alla solitudine,
sofferenza, disperazione ed emarginazione di chi cerca di
sostenere se stesso e la propria famiglia con il più antico dei
mezzi, il lavoro.
Per le persone
perbene, integre e
corrette, fra malati immaginari, morti viventi e finti poveri,
la “pulizia etica” sembra un’impresa disperata.
Se te lo puoi permettere, fai l’evasore fiscale. Se non hai un
reddito abbastanza ghiotto da guadagnarci occultandolo, puoi
sempre frodare lo Stato.
E gli onesti? Dove li
mettiamo? “Santi subito”.
Altrimenti, rallentati dallo
scrupolo di non nuocere agli altri e impoveriti da una rigorosa
condotta fiscale, gli onesti rischiano di restare al palo,
mentre l’orda degli egoisti compulsivi vincerà tutte le gare. |
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