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Blackout mentali che stanno accadendo sempre più
spesso a persone perbene solo casa e lavoro.
Mentre la maggioranza li condanna chiedendo la loro lapidazione, io
mi chiedo:”Perché?”
In Italia, la profonda trasformazione dell’universo produttivo, ha
condotto finora a ignorare lo sfruttamento e il mobbing.
Eppure, i fenomeni sembrano diventare sempre di più una strategia
gestionale rilevante, una nuova versione aggiornata dell’antico
ricatto lavorativo.
Nel nostro Paese, la ridefinizione dei rapporti lavorativi per
adeguarsi alle nuove tecnologie e alle nuove richieste del mondo
globalizzato, sembra, purtroppo, aver dato via libera ad uno
schiacciamento della componente forza-lavoro.
Col ricatto della disoccupazione, il lavoro è oggi da noi meno
tutelato non solo rispetto ai decenni precedenti, ma anche in
confronto ai nostri partner europei.
A voler essere indulgenti, diciamo che alcuni imprenditori poco
scrupolosi hanno buon gioco se, per massimizzare i profitti,
comprimono all’estremo i costi del lavoro. Del resto, è
significativo che gli infortuni sul lavoro, anche quelli mortali,
abbiano raggiunto un livello assolutamente intollerabile e molto più
alto della media europea così come il potere d'acquisto dei nostri
stipendi è sempre più basso.
Tra le infinite conseguenze, tra le più gravi, in questi giorni
stiamo piangendo la morte di 2 neonati "dimenticati" in macchina dai
rispettivi genitori che tutti vorrebbero al rogo.
Analizzando a livello sociologico e non con l'emozione di punire
questi 2 poveracci per esorcizzare l'eventualità che ci possa
capitare anche a noi, ritengo invece che i due gravissimi incidenti
siano un'ulteriore sfaccettatura e conseguenza del fenomeno sopra
evidenziato.
Posto che la loro condotta è palesemente colposa e non dolosa,
ritengo che nessuno aspiri a sacrificare l'affetto più caro e quindi
sé stesso senza alcuna possibilità di tornare indietro o sanare
alcunché anche per l'intero nucleo familiare che sarà distrutto per
sempre (mi riferisco chiaramente ai due papà con i quali, solo per
un attimo, devo immedesimarmi per comprendere).
Perché i neonati sono diventati "pacchi postali"?
Perché non è più possibile crescerli a casa ma bisogna portarli al
nido già a 11 mesi?
Non certo per divertimento, superficialità o scarso senso materno,
ma, per sopravvivere.
Una coppia per vivere normalmente e avere un tetto sulla testa è
costretta a fare 4 lavori sottopagati.
Non c'è più il tempo per riposare e quindi per essere lucidi.
Si deve rinunciare addirittura alle ore di sonno e spesso quando si
va a letto in tali condizioni non ci si addormenta nemmeno perché si
pensa, perché l'ansia ci assale e si è spaventati di perdere uno dei
lavori o di non riuscire a pagare una bolletta salata ......
Mi viene in mente la triste figura del criceto affamato, costretto a
correre sempre più veloce dentro la sua piccola ruota per arrivare
ad un traguardo prestabilito ovvero per mangiare il suo piccolo seme
di girasole non sufficiente però a rimpiazzare le energie consumate
per far girare la ruota, movimento che a sua volta crea profitto per
chi è alla regia!
Dover sbarcare il lunario, può portare la persona a sentirsi davvero
precaria, anche rispetto alla propria identità.
Stiamo passando dalla precarietà del lavoro o del salario alla
precarietà della vita!
Non si sa bene quale sia il proprio posto nella società. Ci si sente
sottovalutati e costretti ad impegnarsi in qualcosa in cui non si
crede, eternamente in bilico fra il desiderio di mollare tutto e
l’ansia di essere mollati.
Si è costretti ad accettare tutto pur di non rischiare il
licenziamento, il mancato rinnovo di un contratto o un’assunzione, a
dire sempre di sì, a non lottare più per i propri ideali corrodendo
a poco a poco l’autostima.
Le continue preoccupazioni e frustrazioni sono fonte di notevole
stress, che spesso si traduce in un disturbo d’ansia, come il
disturbo di panico, o addirittura in depressione.
Ecco come commenta la sua situazione un qualsiasi 30/40enne di oggi:
“Delusione totale! Mi sono laureato, ho studiato, pagato le tasse,
mi sono negato i divertimenti e che ho ottenuto? Una vita di
privazione negli anni più belli e un futuro nero fino a sentirsi
precari dentro!”
Provare rabbia, paura e tristezza è del tutto normale quando ci si
confronta con situazioni stressanti, ma quando non si trova alcuna
soluzione chiunque è destinato a diventare vittima delle proprie
emozioni spiacevoli. In una società tanto complessa, che sta
diventando sempre più incoerente ed ingiusta, quando si è arrabbiati
e scoraggiati, quasi paradossalmente, si finisce con l’attribuirsi
tutta la colpa dell’insuccesso professionale. Nei momenti di crisi,
quando ci si lascia prendere dallo sconforto, dire a chi sta
soffrendo, di reagire, di trovare la forza interiore e fare come
fanno tutti gli altri, serve solo a peggiorare la situazione, perché
non si tiene presente che “tutti gli altri”, grazie ad un sistema
per niente meritocratico, fanno “diversamente” e si ritrovano
realizzati (non si realizzano) senza alcuno sforzo grazie alle
“premure” del potente di turno …..
Conosco tantissime persone che hanno le carte in regola per vivere
una vita più soddisfacente, più completa e più ricca, ma pochissimi
possono raggiungerla.
E’ un lusso per pochi fortunati che vengono anche ammirati da chi,
passando molte ore davanti alla televisione e quindi dis-informato
ad hoc, o che guarda solo col microscopio perdendo la panoramica, dà
la colpa proprio a quelle persone serie, ricche di onestà, di
formazione, sposando la tesi che la colpa è loro oppure di tutti noi
perché noi siamo la società, come se ci auto amministrassimo!
Conosco coppie molto affiatate e solidali, capaci di grande intesa,
disponibili a gestire insieme orari e soldi con estrema
lungimiranza, ma costrette a mettere la loro vita in stand-by,
aspettando giorni migliori.
Questo non è giusto né umano così come è pazzesco dover far crescere
dei neonati in mezzo al traffico.
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