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Il
significato delle parole è molto importante come lo sono
le sfumature dei colori e i dettagli.
Saper utilizzare l’aggettivo giusto aiuta ad esprimere
meglio la nostra sensibilità.
Prendendo ad esempio tre parole che spesso vengono usate
una per l’altra, ovvero modestia, riservatezza e umiltà,
ci accorgiamo dei diversi concetti o idee che vogliono
significare.
La modestia è un modo d’essere che ha la sua essenza nel
non voler essere superiore agli altri e nel non dar loro
disturbo. Il modesto non si pone mete troppo elevate,
non entra in competizione, non pretende di aver grandi
riconoscimenti. Non si mette in mostra, non opprime, non
si vanta. Evita tutto ciò che ha a che fare con la
superbia, la presunzione, la vanità. E’ misurato in ogni
cosa, nel parlare, nel vestire, anche nelle emozioni.
Non ha passioni violente.
La persona riservata, taciturna, ha molte qualità della
modestia. Parla poco, non si mette in mostra, non entra
in competizione e, se ha delle passioni, non le fa
trasparire. La sua essenza però è di chiudersi agli
altri esseri umani. Non s’interessa a loro e non vuole
che loro s’interessino a lei. Non parla di sé, non si
confida, non cerca la confidenza e la simpatia degli
altri. I motivi possono essere diversi: timidezza,
diffidenza, paura.
L’umiltà, invece, non è un modo stabile di essere.
L’umiltà nasce dalla
drammatica e totale consapevolezza, dopo molte
esperienze e riflessioni, che niente ha realmente valore
oggettivo
Per questo possono essere umili i grandi uomini della
storia, i grandi filosofi, i grandi scienziati.
L’essenza dell’umiltà ce la indica Shakespeare quando
nella sua ultima opera, “La Tempesta”, Prospero (il mago
che rappresenta Shakespeare stesso) spezza la bacchetta
magica e dice la famosa frase:”Noi siamo fatti della
stessa sostanza dei sogni”.
Il potere, la fama e la gloria sono solo effimeri
applausi degli uomini. E’ perciò solo vanità cercare
elogi, onori, potere.
Per molti anni ho osservato il prossimo con attenzione
ed ho anche provato sulla mia pelle, che, quando togli
di mezzo il tuo ingombrante io, non t’interessano più i
riconoscimenti e non ti ferisce più nemmeno
l’ingiustizia che hai subito: questa è la felicità
L’umiltà però non rende indifferenti
Anzi, lascia posto a tutto ciò che è virtuoso, purché
non sia invadente, altezzoso, arrogante. La persona
umile può apprezzare l’abilità di un giocoliere, la
gentilezza del barista che lo serve, il gioco di un
bambino, il sorriso di una ragazza innamorata, la cura
che l’insegnante mette nella sua lezione.
Parlo di Umiltà come valore fondamentale perché abbiamo
vissuto una lunga fase politica caratterizzata da
comportamenti arroganti derivanti dall’intraprendenza
della stupidità che si è spacciata per intelligente e
furba, dall’ignoranza consapevole nelle rispettive
competenze ma sprezzante delle conoscenze altrui, dalla
manifesta mancanza di cultura generale, di umanità,
rispetto ed onestà, che hanno sminuito sempre di più le
Istituzioni, l’educazione, la civiltà e la nostra storia
fino a fargli toccare il fondo (ci vorrà molto tempo per
far dimenticare i gravi eventi divulgati a livelli
mondiali).
Alcune fronde fasciopiduiste e nazileghiste soprattutto,
caratterizzate da egoismo, avarizia, viltà,
intolleranza, paura del diverso con rigurgiti di
razzismo abominevoli e anacronistici, voglia di
secessione, con federalismo forse non tanto chiaro
proprio a chi lo pretendeva, nepotismo, corsa alle
poltrone e ai privilegi, hanno messo in pericolo la base
di tutte le società civili ed evolute: la convivenza
pacifica.
In questi giorni si sta aprendo un nuovo clima politico
umile, serio, autorevole, sobrio e dignitoso, che
promette equità.
Ciò che mi ha dato notevolmente fastidio, nel frattempo,
e che stride maggiormente con il mio pensiero e modo di
essere, è stato il comportamento, del tutto fuori luogo
e stonato, di due personaggi. L’opportunista ateo-devoto
(vicino al potere della Chiesa ma credente nel “suo” Dio
personale), sessantottino PCI, poi PSI ma spia
retribuita dalla CIA, poi Forza Italia-liberale, ma
neoconservatore, poi PDL, poi ..... ci sta pensando e
tra poco “partorirà” ..... insomma, sempre schierato col
più forte nel momento in cui i vecchi transatlantici
stanno per affondare, e l’altro opportunista, definito
il re dei “peones dentro” (ce ne sono moltissimi in
politica di vuoti gregari senza né arte né parte, ma
soprattutto senza carattere, onestà e dignità). Coloro
cioè che si vendono al Capo che offre di più al momento.
Stiamo parlando dell’ex dipietrista, poi PDL e datore di
lavoro occasionale, di immigrati che sventolavano
striscioni in suo sostegno davanti le telecamere a
Piazza San Silvestro, vicino al Parlamento, credendo di
poter comprare a sua volta il consenso di scelte
camaleontiche, poi a favore degli ultimi referendum
nello stesso momento in cui il suo partito del momento
era contro, e poi ancora, di nuovo, contro il PDL in
toto, prima contro la Costituzione ora pro-Costituzione,
pignorato per centinaia di migliaia di euro per
insolvenza, poi indagato per Calunnia e Falso, poi
allontanato dall’Amministrazione Comunale quale
Assessore perché giudicato dalla Prefettura colluso con
le più importanti cosche mafiose.
Questi pericolosi personaggi continuano a collezionare
imbarazzanti figuracce con numeri da pagliacci degni del
peggiore avanspettacolo.
Certamente non hanno capito, né ritengo ci riusciranno
mai, come sia importante, soprattutto in questo momento,
scambiarsi riflessioni, dialogare, filosofare in totale
libertà e rispetto per Governare anziché generare
sterili conflitti, insultare e recitare parti vergognose
che inducono i cittadini a disinteressarsi della cosa
pubblica.
Viceversa, è proprio questa dialettica costruttiva una
delle vie per uscire dal nostro buio tunnel con amor
proprio e di Patria senza andare a ledere in
continuazione la nostra dignità e prestigio con effetti
devastanti su finanza ed economia fino al rischio
default, ognuno col proprio pensiero critico e con la
propria individualità creativa, in Parlamento come in
ogni altro luogo o non luogo.
Poi, dopo le riflessioni, sono i fatti concreti, non le
promesse demagogiche, e la loro onesta interpretazione a
doverci indirizzare man mano e, con umiltà, darci il
coraggio di ammettere l'evidenza senza accettare
passivamente tutto ciò che ci viene propinato dal
subdolo ed irreversibile processo innescato dal “Quinto
Potere” che ha desertificato la gran parte dei cervelli
più “vulnerabili”. |
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