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Crimine e politica
spesso coincidono: un binomio vincente per la gestione del potere.
Sono secoli che l’uomo combatte guerre atroci ed uccide da una parte
per dominare ed avidità, dall'altra si combatte per evitare di
essere schiavi dei potenti e poveri. Un eterno bilanciamento tra
avidità di potere e bisogno di libertà. La storia sembra insegnarci
che più si sale nella scala sociale, più si conquista potere e, di
conseguenza, più si commettono azioni gravi e vergognose.
Tutto ruota intorno alla corruzione:
guerre,
malattie, inquinamento, sistemi totalitari, informazione controllata
dal potere, malasanità, politicastri, disoccupazione, povertà,
criminalità. fame, disastri, droga.
Tutto si sporca, si inquina. Difendere la legalità diventa
sempre più complicato per gli onesti e doveroso quanto
pericoloso per noi delle Forze di Polizia.
Si
notano situazioni di vita peggiorare di anno in anno, lo stato
di malessere è generale, senza confini e provoca estrema sofferenza. Suggestione e persuasione contribuiscono in maniera determinante
a reggere il gioco di questa ruota che non si ferma mai.
I mass-media,
inevitabilmente, non si limitano a veicolare dati inerenti il fatto
della realtà per come a loro appare, ma assegnano agli eventi, alle
questioni, alla notizia, alle persone oggetto delle notizie stesse,
non solo una diversa rilevanza, legata alla frequenza e alla
risonanza con cui sono esposti al pubblico, ma anche una diversa
valutazione di merito, esplicita o, più spesso, implicita. Credo si
possa affermare che oggi i giornali, per esempio, svolgono un ruolo
di marketing politico: alcune notizie si pubblicano per fare un
favore al notabile di turno, altre notizie non si pubblicano, per
fare un favore al notabile di turno. In mezzo c'è la fumosa e pia
libertà di stampa.
La teoria dell’agenda setting sostiene che la
comprensione che la gente ha di gran parte della realtà sociale
è mutuata dai media.
I mass-media hanno sempre più importanza nel pilotare la massa
soprattutto se omologata, uniforme, stereotipata con il
veicolare dei luoghi comuni, della cultura italiota, delle mezze
verità mischiate alle mezze falsità.
Se nel processo di acculturazione l’impatto dei
media è stato addirittura superiore a quello conseguito dal
sistema scolastico, questi
non si configurano come uno strumento di uguaglianza sociale,
anzi, spesso accentuano addirittura la disparità del livello
culturale: mentre le persone di status più elevato (quindi
con la possibilità di crearsi una cultura di base più ampia)
mostrano una fruizione attiva di ciò che leggono, ascoltano,
guardano; quelle di status inferiore o pigre o vuote assorbono
un’elaborazione in gran parte passiva dei contenuti, essendo
motivati essenzialmente da ragioni di distrazione ed
intrattenimento.
Da qui l’esposizione amplificata a forme di suggestione,
persuasione e corruzione o, peggio ancora, all'indifferenza
sociale, all'apatia. Per mezzo della comunicazione
contenente suggestione un’idea o una rappresentazione della
realtà, viene introdotta nella mente e accettata.
La ripetizione facilita l’accettazione da parte della
coscienza dei contenuti della suggestione. Attraverso la
suggestione l’individuo, senza avvertire alcuna imposizione
né comando, in assenza di razionale e libera scelta oltre che di
consapevolezza, è indotto ad una convinzione, un pensiero o una
condizione esistenziale.
Il passaggio dai concetti di suggestione e di persuasione a
quello di corruzione viene ben esemplificato dalla vicenda
del processo a Socrate: il potere politico avido e corrotto,
per iniziativa di due suoi discepoli, accecati
dall'invidia verso il maestro e dall'avidità, lo
denunciano per tradimento perché appariva ossessionato
dall'ascolto di una voce interiore (da qui l'accusa di
tradimento verso gli Dei). Fu condannato a bere le
cicuta. Socrate accetta la condanna si rifiuta di
fuggire e di sottrarsi alla decisione della legge,
perché riteneva andava rispettata anche quando era
ingiusta, come lo era la sua condanna. Esempio di
moralità ed onestà, Socrate fu ritenuto un saggio e per
questo di sé disse:
« Sembra
dunque che per questo particolare io sia
più saggio
di quest'uomo, poiché non m'illudo di sapere ciò che non
so! »
(Platone, Apologia
di Socrate).
Egli combatteva i sofisti, l'uso della parola persuasiva
volta non a far partorire la verità, ma l'inganno, la menzogna,
l'artificio di avere ragione anche quando si ha oggettivamente
torto. Oggi, la corruzione in tutti i sensi, l’azzeramento di
valori e modelli positivi soprattutto per i più giovani, è
grave.
“A cosa vale la partecipazione dei cittadini se coloro ai
quali conferiscono il potere sono in condizione di
distorcerlo a fini personali se non anche criminali?”
(Gustavo Zagrebelsky).
La finanza è un’arma. La politica è sapere quando tirare il
grilletto
e chi fa del male è sempre sicuro di sé perché non riesce a
identificarsi con il male che provano le vittime oggetto
delle sue azioni.
Il nostro Paese, necessita di modelli meno
“suggestivi” e “persuasivi” ma piuttosto
“irreprensibili” moralmente (nella dimensione
privata) ed eticamente (nella dimensione pubblica).
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