CRIMINOLOGIA.IT RIVISTA INTERNET DI TEORIA E SCIENZE CRIMINALI

 

Le informazioni utili a sapersi non girano? Diffondile tu a mezzo internet
L’informazione può determinare corruzione o integrità
L’ignoranza fa paura... ed il silenzio è uguale a morte
di Marco Capparella

 













Report: la vera informazione

Crimine e politica spesso coincidono: un binomio vincente per la gestione del potere.  Sono secoli che l’uomo combatte guerre atroci ed uccide da una parte per dominare ed avidità, dall'altra si combatte per evitare di essere schiavi dei potenti e poveri. Un eterno bilanciamento tra avidità di potere e bisogno di libertà. La storia sembra insegnarci che più si sale nella scala sociale, più si conquista potere e, di conseguenza, più si commettono azioni gravi e vergognose.
Tutto ruota intorno alla corruzione:
guerre, malattie, inquinamento, sistemi totalitari, informazione controllata dal potere, malasanità, politicastri, disoccupazione, povertà, criminalità. fame, disastri, droga. Tutto si sporca, si inquina. Difendere la legalità diventa sempre più complicato per gli onesti e doveroso quanto pericoloso per noi delle Forze di Polizia.
S
i notano situazioni di vita peggiorare di anno in anno,  lo stato di malessere è generale, senza confini e provoca estrema sofferenza. Suggestione e persuasione contribuiscono in maniera determinante a reggere il gioco di questa ruota che non si ferma mai.
I mass-media, inevitabilmente, non si limitano a veicolare dati inerenti il fatto della realtà per come a loro appare, ma assegnano agli eventi, alle questioni, alla notizia, alle persone oggetto delle notizie stesse, non solo una diversa rilevanza, legata alla frequenza e alla risonanza con cui sono esposti al pubblico, ma anche una diversa valutazione di merito, esplicita o, più spesso, implicita. Credo si possa affermare che oggi i giornali, per esempio, svolgono un ruolo di marketing politico: alcune notizie si pubblicano per fare un favore al notabile di turno, altre notizie non si pubblicano, per fare un favore al notabile di turno. In mezzo c'è la fumosa e pia libertà di stampa.
La teoria dell’agenda setting sostiene che la comprensione che la gente ha di gran parte della realtà sociale è mutuata dai media.
I mass-media hanno sempre più importanza nel pilotare la massa soprattutto se omologata, uniforme, stereotipata  con il veicolare dei luoghi comuni, della cultura italiota, delle mezze verità mischiate alle mezze falsità. Se nel processo di acculturazione l’impatto dei media è stato addirittura superiore a quello conseguito dal sistema scolastico, questi non si configurano come uno strumento di uguaglianza sociale, anzi, spesso accentuano addirittura la disparità del livello culturale: mentre le persone di status più elevato (quindi con la possibilità di crearsi una cultura di base più ampia) mostrano una fruizione attiva di ciò che leggono, ascoltano, guardano; quelle di status inferiore o pigre o vuote assorbono un’elaborazione in gran parte passiva dei contenuti, essendo motivati essenzialmente da ragioni di distrazione ed intrattenimento.
Da qui l’esposizione amplificata a forme di suggestione, persuasione e corruzione o, peggio ancora, all'indifferenza sociale, all'apatia. Per mezzo della comunicazione contenente suggestione un’idea o una rappresentazione della realtà, viene introdotta nella mente e accettata.
La ripetizione facilita l’accettazione
da parte della coscienza dei contenuti della suggestione. Attraverso la suggestione l’individuo, senza avvertire alcuna imposizione né comando, in assenza di razionale e libera scelta oltre che di consapevolezza, è indotto ad una convinzione, un pensiero o una condizione esistenziale.
Il passaggio dai concetti di suggestione e di persuasione a quello di corruzione viene ben esemplificato dalla vicenda del processo a Socrate: il potere politico avido e corrotto, per iniziativa di due suoi discepoli, accecati dall'invidia verso il maestro e dall'avidità, lo denunciano per tradimento perché appariva ossessionato dall'ascolto di una voce interiore (da qui l'accusa di tradimento verso gli Dei). Fu condannato a bere le cicuta. Socrate accetta la condanna si rifiuta di fuggire e di sottrarsi alla decisione della legge, perché riteneva andava rispettata anche quando era ingiusta, come lo era la sua condanna. Esempio di moralità ed onestà, Socrate fu ritenuto un saggio e per questo di sé disse: 
« Sembra dunque che per questo particolare io sia più saggio di quest'uomo, poiché non m'illudo di sapere ciò che non so! » (Platone, Apologia di Socrate).
Egli combatteva i sofisti, l'uso della parola persuasiva volta non a far partorire la verità, ma l'inganno, la menzogna, l'artificio di avere ragione anche quando si ha oggettivamente torto. Oggi, la corruzione in tutti i sensi, l’azzeramento di valori e modelli positivi soprattutto per i più giovani, è grave.
“A cosa vale la partecipazione dei cittadini se coloro ai quali conferiscono il potere sono in condizione di distorcerlo a fini personali se non anche criminali?” (Gustavo Zagrebelsky).
La finanza è un’arma. La politica è sapere quando tirare il grilletto e chi fa del male è sempre sicuro di sé perché non riesce a identificarsi con il male che provano le vittime oggetto delle sue azioni.
Il nostro Paese, necessita di modelli meno “suggestivi” e “persuasivi” ma piuttosto “irreprensibili” moralmente (nella dimensione privata) ed eticamente (nella dimensione pubblica).

 
   
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© Criminologia.it 17.3.2010