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Vince l’Italia di internet, di
facebook, la più informata, quella ragiona con pensiero critico
individuale, razionale, intelligente, ed è partecipativa, lontana
dall’indifferenza.
Siamo ancora un popolo.
Vince il desiderio di legalità, di onestà, di aria respirabile, di acqua
bevibile, di energia rinnovabile. Vince l’Italia schifata della cerchia
di potenti, dell’oligarchia, che annienta la partitocrazia e le lobby
come un fiume in piena fino a far tremare le stanze del potere, una
volta sicure grazie alla demagogia, al populismo da quattro soldi, alle
prese per il culo degli ingenui o poco informati.
Le stanze della corruzione finalmente disprezzate e umiliate dalla
democrazia diretta e partecipativa.
Il Qualunquemente e il ‘Chiu pilu pe’ tutti" non hanno funzionato.
Le barzellette neanche, perché non bastano più alla gente perbene,
preparata, che ha voglia di lavorare e che è a spasso, affamata,
umiliata, incazzata. |
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A nulla è valso lo scorporo del voto
dalle amministrative (pensando al menefreghismo da spiaggia), la
moratoria sul nucleare (della serie prendiamoci una pausa) per poi
rivolgersi alla Cassazione e alla Consulta, l’informazione televisiva,
pubblica e privata, monocefalo perché pagata profumatamente (quarto e
quinto potere dove il quinto è il più importante e potente in assoluto).
Questa volta non ha funzionato tutto ciò che aveva funzionato e che
quindi era stato collaudato in passato, tipo il referendum per la
procreazione assistita e tanti altri.
E’ la fine del conflitto sui beni comuni di questa epoca. E’ la
partecipazione del popolo onesto e preparato che vuole essere artefice
di un nuovo modo di vivere, di esistere.
Molti hanno capito che è da stupidi accettare che chi è eletto da noi,
persegua i propri interessi e non i nostri.
Non più uomo contro un uomo, non più partito contro un partito, ma tutti
contro un sistema, contro ogni forma di corruzione, di pressapochismo,
di menefreghismo, al di là di ogni schieramento.
Partecipazione quindi perché ciò che ci circonda fa parte del tutto come
ne facciamo parte noi. Perciò noi siamo ciò che ci circonda e ciò che ci
circonda siamo noi.
Non dobbiamo permettere più a nessuno, tantomeno a idioti privi di
cultura e copetenze, di ledere la nostra libertà, di circumnavigare e
scorrazzare con il nostro portafoglio, di fare il gioco delle tre carte,
d’imbavagliare il cittadino.
E’ necessario rottamare TUTTI i partiti, ridotti in COMITATI D’AFFARI,
lontani dai bisogni delle persone, disinteressati al futuro dei nostri
figli o dei nostri giovani.
La politica è un bene comune non un’occasione di arricchimento per pochi
farabutti che fanno passare il crimine per furbizia.
Intanto schizzano in alto le azioni delle compagnie produttrici di
energie alternative e scendono quelle delle cricche. E andiaaamo!
Chi aveva già dato la parola a Sarkozy che si sarebbe comprato le sue
centrali nucleari, “l’utilizzatore finale” cioè, le paghi coi suoi
soldi. Per inciso, in questi giorni la Francia è in gravi difficoltà
proprio per la produzione dell’energia nucleare perché non piove e non
ha abbastanza acqua per raffreddare i cinquanta reattori circa che hanno
costruito e che devono smantellare a caro prezzo. Pochi sanno che dal
2004 la Francia acquista energia dalla Germania che, a sua volta, sta
smantellando il nucleare a favore del rinnovabile, già in opera da anni.
Ora bisogna mettere mani sull’EVASIONE FISCALE delle grandi industrie,
esenti dagli studi di settore, con falsi bilanci sempre in perdita, e su
tutti gli altri che ci rapinano 274 miliardi l’anno facendoci indebitare
sempre di più.
Bisogna mettere le mani sui vergognosi privilegi della casta, ridurre il
numero di politici, parlamentari, dei traffichini, smantellando tutte le
commissioni e comunità (anche quelle dell’albero caduto) che svolgono,
molto male, il lavoro dei eletti.
Bisogna eliminare le province, perché, nonostante i notevoli tagli alla
cultura e al comparto sicurezza, non si è risparmiato nulla ed è
necessario fare sempre nuove manovre finanziarie ai danni dei soliti
noti e dello Stato sociale. |
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Basta con ministri, sottosegretari,
deputati, senatori, presidenti di authority e tutti coloro che decidono
per molti, collusi, veline, ballerine, cantanti, intrattenitori,
saltimbanchi, cabarettisti, estremisti riciclati in giacca e cravatta,
altri acrobati scilipotiani nominati attraverso vere e proprie campagne
acquisti che fanno dei veri e propri salti mortali da uno schieramento
all’altro, come i calciatori che si vendono le partite al miglior
offerente, assicurando voti con la demagogia e lo scambio di favori.
Tutto questo costa troppo caro. E non possiamo più permettercelo.
Largo ai giovani professionalmente preparati, onesti, creativi ed
integri moralmente, che non temono il NO al legittimo impedimento, ai
quali non servono prescrizioni brevi, lodi o scudi fiscali, perché non
fanno ancora parte della schiera di avvoltoi e sciacalli inseriti nelle
grandi strutture partitocratiche.
E’ necessario realizzare che la gerarchia verticistica, in campo
amministrativo soprattutto, è deviante e dannosa. La risposta è quella
delle competenze orizzontali degli addetti ai lavori che comunicano tra
loro in maniera dialettica costruttiva e decidono per il bene comune,
senza dover sottostare ad ansie da risultati di sondaggi sul leader da
cui dovrebbero dipendere che conducono quasi inevitabilmente ai
vergognosi mercati acquisti di parlamentari il cui prezzo è sempre più
basso a fronte di una situazione che è sempre più grave e rischia il
punto del non ritorno. |
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