CRIMINOLOGIA.IT, RIVISTA INTERNET DI TEORIA E SCIENZE CRIMINALI

 


Appunti di Scienze criminali
Criminologo o criminalista?
di Dott. Marco Capparella
(Capitano Arma dei Carabinieri, Cultore Università di L'Aquila)
 

In molti confondono i ruoli di due figure professionali molto diverse fra loro: mi riferisco a quella del CRIMINOLOGO e quella del CRIMINALISTA.

 

La Criminologia o, meglio ancora, la criminologia clinica, è una disciplina che si occupa dello studio e dell’approfondimento con metodo e logica del problema della criminalità e della devianza che provoca allarme sociale, suggerendo, di volta in volta, i metodi e le strategie investigative più efficaci ed efficienti per contrastare ogni singolo fenomeno criminoso, inquadrato nel suo specifico contesto sia dal punto di vista preventivo sia da quello repressivo sia clinico, onde evitare, a livello preventivo, interventi inappropriati che vadano ad aggravare situazioni già critiche. A livello repressivo, tale specialista, coadiuverà e consiglierà sia l’investigatore sia la Pubblica Accusa, tramite consolidate tecniche, quali: la vittimologia, la criminogenesi, la criminodinamica e  la Prognosi per meglio allontanarsi il più possibile dall’errore scientifico e giudiziario, cercando di evitare che degli innocenti vengano incolpati ingiustamente e che dei colpevoli la facciano franca (interpretazione sociologica).

Inoltre, il "Criminologo" s’interessa dello studio e dell’osservazione scientifica della personalità del criminale, soprattutto nelle strutture di giustizia come i tribunali penali o le carceri.

La figura del Criminologo è intesa come figura professionale in grado di fornire competenze interdisciplinari e multidisciplinari che lo portano ad una visione complessiva ed integrata dell’evento criminoso. E’ colui che consente l’integrazione dei diversi approcci utilizzati da specifici professionisti, quali: funzionari di polizia, medici legali, tecnici balistici. In particolare a lui competono: la rilevazione, la valutazione e l’interpretazione dei dati alla luce delle scienze dello spirito e di quelle criminali e comportamentali nonché dell’ampia conoscenza del problema della criminalità e della reazione sociale ad esso connessa.

Il suo ruolo, fatte le debite proporzioni, è paragonabile a quello di un capo redattore di giornale che, raccolte le informazioni dalle agenzie e gli articoli dai giornalisti, è in grado di costruire una pagina che consenta al lettore di informarsi e di comprendere l’insieme degli avvenimenti. In altri termini, si tratta di un ruolo di regia, di sintesi e di mediazione che s’acquisisce con studi universitari e post-universitari specifici e con l'esperienza che matura, fornendo consulenze per la difesa e/o per l'accusa, nell’analisi e nello studio di casi penalmente ed umanamente rilevanti.

Il Criminologo ha le conoscenze degli strumenti necessari per affrontare e risolvere i problemi inerenti i campi di interesse e anche le abilità professionali per operare nei settori specifici, tra cui, in particolare, quelli relativi alle Indagini Difensive (investigazione), alla Security ed all’Intelligence, alle Consulenze e alle Perizie in ambito giudiziario.

Egli ha studiato ed approfondito nello specifico una parte relativa alla psicologia e agli strumenti d’indagine sulla personalità dell'indagato ed alla loro corretta somministrazione. La conoscenza di questi test, reattivi mentali, implica la capacità di contestazione nell'eventualità di una loro somministrazione, che non rispetti i canoni dovuti. La psicologia della testimonianza e tutto quello che concerne il ricordo a distanza di tempo da parte del testimone, oltre alla possibile redazione di un criminal profiling, quando si è alla presenza di serial killer.

L'investigazione e l'analisi della scena dell'evento, la corretta repertazione, producono una conoscenza dell'arte.

L'analisi di dati, fatti, telefonate, mezzi usati e la conoscenza dei supporti mediatici, riguardano la parte dedicata all'Intelligence ed alla Security.

La medicina legale relativa all'analisi dei dati forniti dall'anatomo patologo, o ai possibili mezzi impiegati e non, per formulare una relazione, si assommano all'acquisizione della pratica nell'osservazione di un cadavere e di tutto quello che lo stesso, pur se inanimato, riesce a “comunicare” attraverso una serie di particolari e dettagli, che possono essere sfuggiti ad altri.

La balistica, la dattiloscopia e lo studio della comparazione delle impronte o delle tracce lasciate sul bossolo sparato, completano la professionalità indispensabile in ogni procedimento penale e/o civile, offerta dal Criminologo. Questo non vuol dire che il criminologo debba intendersi di balistica o invadere campi professionali specifici altrui, ma, più correttamente, che la figura in grado di ridurre ad una sintesi kantiana i vari saperi (balistica, giurista, medico-legale, ecc.) che interferiscono in un’indagine investigativa e criminologica è il criminologo clinico, in quanto professionalmente in grado di ridurre il tutto a sistema, giacché la sua è scienza disciplinare ed interdisciplinare. “Così come la logica non è scienza, ma non c’è scienza senza logica, allo stesso modo il criminologo clinico non è la criminologia, ma non c’è criminologia senza il criminologo clinico” (Fortunato S., 2007).

La Criminalistica, invece, è una branca delle scienze criminali e si propone di scoprire l’autore del reato. Rientrano nella criminalistica: la grafologia, la balistica, la repertazione e l'analisi di laboratorio delle "prove", ecc. Per motivi per lo più pratici ed economici, quest'ultima è prerogativa "quasi" esclusiva delle polizia giudiziaria (Polizia Scientifica o R.I.S. dei Carabinieri), ad eccezione delle consulenze tecniche d'ufficio (CTU) che sono tenute da criminalisti, che esercitano la libera professione e che, per la strumentazione adeguata, ricorrono a strutture e strumenti appositi.
 

Pubblicato in rete il 6.5.2010