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Nel 2002, si legge nel rapporto Eures, gli omicidi maturati all'interno
dei 'rapporti di prossimità' hanno superato quelli legati alla malavita
e alla criminalità organizzata: il 51,5% del totale (325 in tutto) e'
infatti avvenuto all'interno della famiglia (223 vittime), tra amici e
conoscenti (68), nell'ambito vicinato (22) o del lavoro (12). Seguono
poi le 100 vittime della criminalità comune e le 77 del crimine
organizzato. Restano sconosciuti gli ambiti di ben 120 delitti. Rispetto
al 2000, nel 2002 sono lievemente diminuiti gli omicidi in famiglia e in
modo consistente quelli da criminalità organizzata. In fortissimo
aumento invece quelli tra vicini di casa (+69,2%), tra conoscenti (+58%)
e quelli sui luoghi di lavoro (+35,7%).
- DOVE SI UCCIDE - A detenere il triste record, con 304 omicidi è
ancora il Mezzogiorno, che supera i 221 del Nord e i 109 del Centro, con
un'incidenza su ogni 100.000 abitanti dello 0,9 al Nord, 1,0 al Centro,
1,5 al Sud. Al Nord prevalgono gli omicidi in famiglia (50,9%), che in
Italia vedono la Lombardia al primo posto, seguita dal Piemonte, Emilia
Romagna e Lazio. Forti aumenti al Nord anche per gli omicidi nel
vicinato (+175%) e sul lavoro (+133%). Al Centro prevalgono gli omicidi
in famiglia e quelli legati alla criminalità comune, mentre crescono del
150% gli omicidi tra vicini. I delitti in famiglia e quelli legati alla
criminalità organizzata sono ai primi posti al Sud, dove si registra un
deciso aumento dei delitti tra conoscenti (+163,6%) e della criminalità
comune (+35,7%).
- QUANDO SI UCCIDE: La fascia oraria più a rischio è quella 18-24
(38,1% dei casi), poi quelle 24-6, 12-18 e 6-12. Durante la settimana il
picco è al lunedì col 20,3%, mentre il venerdì è il giorno piu'
tranquillo (10,3%).
- COME SI UCCIDE: Il 46,2% dei killer ha usato un'arma da fuoco,
il 19,2% un'arma da taglio, e poi corpi contundenti, percosse,
soffocamento, strangolamento, uso di armi improprie, precipitazione,
speronamento. Il 23,5% degli autori dei 293 omicidi compiuti con armi da
fuoco aveva il porto d'armi e a sparare sono di solito gli uomini,
mentre le donne ricorrono al soffocamento e alla precipitazione, specie
negli infanticidi.
- OMICIDIO D'AUTORE: La premeditazione (il 59,9% dei casi)
prevale sui delitti non premeditati (40,1%). A compiere gli omicidi sono
soprattutto autori singoli (43,5%), seguiti dai delitti in associazione
e in concorso.
- PROFILO DELLA VITTIMA: Vengono uccisi più uomini (444 nel 2002,
il 70%), che donne (190). In forte calo gli omicidi dei criminali 'per
professione' (dal 15 al 4,6%) e delle prostitute (dal 4,3 all'1,3%),
mentre sono aumentate le vittime disoccupate. Gli italiani rappresentano
l'82,5% delle vittime. Tra gli stranieri prevalgono gli albanesi e i
romeni. Il valore più alto tra le vittime donne straniere si registra
tra le cittadine dell'Est Europa (39,6%) e del continente americano
(44,4%). Il 10% delle vittime appartiene alla fascia del disagio (droga,
handicap, alcol, problemi psichici, poverta').
- PROFILO DEL KILLER: Nella stragrande maggioranza dei casi il
killer è un uomo italiano tra i 25 e i 34 anni, e gli autori over 65 si
incontrano soprattutto negli omicidi in famiglia, sul lavoro e nel
vicinato. Nel 20% dei casi il killer e' agricoltore, bracciante o
operaio, nel 15,8% un commerciante, imprenditore o libero
professionista. Dimezzati gli omicidi attribuiti a criminali per
professione e a uomini delle Forze Armate e di Polizia.
- I MOVENTI: Nei delitti in famiglia prevale il movente
passionale col 27,4% dei casi che al Sud salgono al 34,7%. Ma al Nord
liti e dissapori si trasformano in tragedia in misura nettamente
superiore. A uccidere per motivi passionali sono soprattutto gli uomini,
mentre le donne killer sono spesso compromesse da problemi psichici. Nei
delitti tra conoscenti prevale invece il movente dei dissapori, seguito
dai futili motivi o interessi economici. Negli omicidi di vicinato, le
questioni legate ai confini di proprietà e rivalità per un posto letto,
anche di fortuna. Nell'ambiente di lavoro la vittima e' sempre un uomo
tra i 35 e i 54 anni, la fascia di età più significativa della vita
professionale.
- L'OMICIDIO IN FAMIGLIA - Nei 223 omicidi tra le mura domestiche
del 2002 prevalgono le vittime donne (63,2%), più numerose al Nord
(68,8%) e al Centro (61,5%), mentre al Sud le differenze si riducono. Le
vittime in famiglia hanno un'età compresa tra i 25 e i 34 anni (ma la
gran parte delle donne hanno, ma le vittime con più di 64 anni sono più
numerose di quelle tra i 55 e i 64. Alto (13,5%) il numero, influenzato
anche dagli infanticidi, delle vittime fino ai 18 anni. Nella fascia di
eta' oltre i 64 anni si contano numerosi omicidi-suicidi tra coniugi
anziani e delitti compiuti da figli, nipoti, generi e nuore. Le donne
uccidono prevalentemente i figli, poi i coniugi e i genitori. Nella gran
parte dei delitti in famiglia la vittima convive con l'assassino, mentre
negli omicidi passionali o per interesse avviene il contrario. |