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 Per una critica ermeneutica al logicismo giuridico
144 modi d'interpretare una norma giuridica
di Prof. Luigi Vallauri Lombardi *
(*
Ordinario di Filosofia del diritto alla Facoltà Giurisprudenza dell'Università di Firenze)


A rischio di sembrare schematico, è utile ordinare i principali tipi d' interpretazione in una tabella sinottica. Vediamo in breve come la tabella è costruita. La prima idea essenziale è che i vari tipi d' interpretazione possano, tutti, distribuirsi anzitutto in coppie autentiche; che ci sia, per così dire, tra le interpretazioni, un primo ordine "binario". Le coppie antitetiche fondamentali da me accolte sono 6, e cioè: 1. interpretazione "oggettiva"-interpretazione soggettiva; 2. interpretazione "storica" - interpretazione "evolutiva"; 3. interpretazione "letterale" -interpretazione "fondamentale"; 4. interpretazione fondamentale "concettuale" -interpretazione fondamentale "teleologica"; 5. interpretazione "settoriale"- interpretazione "sistematica"; 6. interpretazione sistematica "parziale" -interpretazione sistematica "totale". La seconda idea, su cui è costruita la tabella, è che le 6 coppie sono sempre -o quasi sempre- mutuamente non esclusive, mutuamente combinabili, e che è quindi un'astrazione considerare le singole coppie isolatamente, come fa in genere la teoria dell'interpretazione. Esistono invece tanti tipi di interpretazione concreti quanti ne vengono elencati a destra della tabella, in corrispondenza alla cifra 24; cioè ne esistono appunto 24, che è il totale delle combinazioni logicamente possibili una volta che da quel totale vengano sottratte le combinazioni che sembrano puramente scolastiche o prive di senso. Queste ultime combinazioni sono appunto quelle che figurano sbarrate (e sono: l'interpretazione soggettiva-evolutiva e l'interpretazione fondamentale-concettuale-settoriale). Uno dei 24 tipi concreti d'interpretazione è per esempio (scelgo, a caso, l'ottavo dall'alto) l'interpretazione oggettiva-storica-fondamentale-teleologica-sistematica-totale, definita in base a 6 qualificazioni. Ogni tipo concreto è definito necessariamente in base a non meno di 4 e non più di 6 qualificazioni.
Le cifre in basso alla tabella indicano il numero di tipi concreti d'interpretazione che risultano dalla progressiva combinazione dei tipi astratti fondamentali. Il totale è 24; ciò significa che ogni proposizione normativa è suscettibile di essere interpretata in 24 modi diversi. Ora, non è affatto detto che questi modi portino tutti allo stesso risultato; è anzi probabile, per come i modi si distinguono tra loro, che portino quasi sempre a risultati diversi, che per esempio il significato "oggettivo" della norma sia diverso da quello "soggettivo", il significato "storico" da quello "evolutivo"; mentre è certo che il significato "fondamentale" è diverso da quello "letterale", quello "concettuale" da quello "teleologico". Quindi, se postuliamo (e facendolo non andiamo molto lontano dal vero) che per ciascun metodo ci sia un risultato diverso, abbiamo che ogni proposizione normativa può avere, in media, a seconda del tipo d'interpretazione che si voglia adottare, 24 significati diversi.
Questa cifra presuppone però che ogni singolo metodo porti a un solo risultato. La verità è invece che per ogni tipo d'interpretazione i risultati possibili sono più di uno. Nella tabella, a destra, il segno R indica appunto i risultati di ciascun metodo. Supponendo che ciascun metodo dia in media 3 risultati accettabili, abbiamo che ogni proposizione normativa può avere, in media, 24 X 3 = 72 significati accettabili. L'ulteriore moltiplicazione per 2 di tale cifra all'estrema destra della tabella si riferisce al fatto per cui ogni proposizione giuridica, una volta interpretata, può venire utilizzata, di fronte a un caso nuovo, o ragionando per analogia o ragionando a contrario: ciò che apre al giurista una media di 144 usi possibili di ogni proposizione normativa. Non ho bisogno di dire che la tabella va presa con giudizio. Le cifre indicate non sono una specie di "cabala assoluta", così come non sono concetti assoluti i tipi d'interpretazione accolti. Si trattava solo di rendere "visualizzabile" un insieme di problemi piuttosto complesso, evitando che la complessità facesse perdere di vista l'insieme, e di dare un'idea dell'ordine di grandezza approssimativo di quello che si potrebbe chiamare lo "spazio ermeneutico" in cui è chiamato e autorizzato a muoversi il giurista.